Giuseppe Acquaviva conquista la Marathon des Sables: “Un’esperienza feroce e irripetibile”

L’ultrarunner umbro porta a termine i 252 km nel Sahara e ottiene un piazzamento di prestigio tra oltre mille partecipanti

Un’impresa sportiva tra le più estreme al mondo ha visto protagonista Giuseppe Acquaviva, atleta della Podistica Myricae e originario di Casteltodino, frazione di Montecastrilli. Il corridore ha infatti portato a termine la Marathon des Sables, gara di ultramaratona a tappe che si svolge nel deserto del Sahara marocchino e che viene considerata una delle competizioni più dure a livello globale per condizioni ambientali e logistiche.

La partenza è avvenuta lo scorso 6 aprile dal sud del Marocco, con la conclusione il 12 aprile. I partecipanti hanno affrontato un percorso di 252 chilometri in autosufficienza alimentare, esposti a temperature estreme, tempeste di sabbia e notti insonni in tende berbere condivise. Acquaviva ha raccontato il proprio percorso emotivo e fisico, sottolineando come questa gara non sia solo una sfida atletica, ma anche un’esperienza profonda: “È la maratona delle emozioni. Ora capisco perché. A giorni dal rientro, sono ancora scosso e trasformato da ciò che ho vissuto”.

Per prepararsi all’impresa, l’atleta umbro ha seguito undici allenamenti settimanali, ha adottato un regime alimentare mirato e ha simulato le condizioni sahariane allenandosi in casa con piumino e stufetta. Lo zaino, inizialmente da 4 kg, è stato progressivamente caricato fino a 10 kg, riproducendo il peso dell’equipaggiamento necessario per sopravvivere durante la corsa. Inoltre, ha lavorato sul rafforzamento mentale, elemento chiave per resistere alla fatica estrema e all’isolamento.

Le difficoltà non sono mancate, in particolare durante le prime notti: “Non ho dormito per quattro giorni, a causa del vento incessante. Dormivamo in otto sotto la stessa tenda. E quando arriva una tempesta di sabbia, rischi di perdere l’orientamento”. Nonostante tutto, Acquaviva ha resistito anche nei momenti di crisi: “Mi ero promesso di arrivare in fondo. Ho capito con il passare dei giorni che potevo ottenere un buon piazzamento”.

I risultati parlano chiaro: secondo italiano nella sua categoria, decimo di categoria generale, quinto italiano assoluto e 98esimo nella classifica globale su oltre 1100 partecipanti. Una soddisfazione che ha condiviso con famiglia, amici e concittadini: “Mi hanno accolto all’aeroporto con grande affetto”.

Ma più dei numeri, resta il valore umano dell’esperienza: “Questa maratona ti spoglia della frenesia moderna. Torni ad apprezzare un bicchiere d’acqua, il silenzio, la solitudine, la mancanza del cellulare. Spero che il messaggio arrivi ai giovani: si può ottenere qualcosa di importante solo attraverso la fatica reale, non quella virtuale”.

A chi dedica l’impresa? “A mia moglie, ai miei figli, agli amici, e a tutti coloro che mi hanno seguito durante quei giorni difficili. Oggi mi sento una persona migliore”.

Redazione

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