La sanità umbra affronta un momento critico, con carenze strutturali e organiche sempre più gravi che mettono a rischio i servizi essenziali per i cittadini.A ribadire il rischio con una nota è la Cisl Fp Umbria. Il Segretario Generale Marcello Romeggini non usa mezzi termini: “La sanità umbra versa in una condizione che impone un cambio di paradigma sostanziale e non più procrastinabile.”
Inquadramento professionale e disallineamenti
Una delle criticità più gravi riguarda l’inadeguato inquadramento del personale sanitario. Secondo il sindacato, molti professionisti non sono impiegati in mansioni coerenti con la loro formazione e qualifica, generando inefficienze che ostacolano qualsiasi tentativo di riforma organizzativa. La Cisl Fp ha condotto analisi dettagliate che evidenziano questa distorsione sistemica: “Prima di procedere a qualsiasi piano assunzionale, è indispensabile riordinare la distribuzione delle risorse umane,” si legge in una nota ufficiale.
I numeri parlano chiaro anche sul fronte del personale infermieristico: mancano all’appello almeno 1.000 unità, secondo quanto dichiarato dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Perugia. Una cifra destinata a crescere per effetto dei pensionamenti e della riforma della medicina territoriale. Il recente bando per 124 infermieri viene definito dalla Cisl Fp come “manifestamente insufficiente rispetto alle esigenze reali”.
Allarme sicurezza per gli operatori
Un’altra emergenza riguarda l’aumento delle aggressioni agli operatori sanitari, cresciute del 37% in Umbria solo nel 2024. Il sindacato accoglie positivamente l’apertura di un tavolo regionale per introdurre dispositivi di sicurezza come braccialetti elettronici e pulsanti anti-aggressione, ma sottolinea: “Queste misure devono essere affiancate da interventi strutturali volti a migliorare le condizioni lavorative complessive.”
Le proposte della CISL FP
La CISL FP Umbria non si limita alla denuncia, ma presenta un piano articolato di proposte:
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Verifica dell’attuale impiego del personale, per riallineare ruoli e competenze reali;
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Piano assunzionale straordinario, basato su proiezioni di turnover e sulla riorganizzazione della sanità territoriale;
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Sistema integrato di protezione per i lavoratori, comprensivo di supporto psicologico e legale, come già previsto nel nuovo contratto della sanità;
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Valorizzazione delle competenze specialistiche, in sintonia con il nuovo codice deontologico professionale.
Particolare attenzione viene posta alla mancata firma del nuovo contratto collettivo da parte di Cgil Uil e Nursing Up, che secondo la Cisl Fp rappresenta “un grave ostacolo al miglioramento delle condizioni di sicurezza del personale.”
Un appello alle istituzioni
Romeggini conclude con un messaggio chiaro e determinato: “Il tempo delle promesse è finito; è giunto il momento delle azioni concrete.” E aggiunge: “Non esiteremo a mobilitare tutte le risorse sindacali qualora le legittime istanze dei lavoratori continuassero a essere ignorate.”
La Cisl Umbria ribadisce la disponibilità al dialogo costruttivo, ma chiede impegni reali e tempestivi da parte delle istituzioni, affinché il sistema sanitario regionale possa garantire livelli di assistenza degni di un paese civile.
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Ma dove erano nei 5 anni passati, solo ora si accorgono?