Prisciano, la Regione vara tavolo tecnico permanente e studio epidemiologico per l’inquinamento

Approvata all’unanimità la risoluzione della seconda commissione sulla questione ambientale di Terni: focus su salute pubblica e impegni congiunti

Rilanciare il tavolo tecnico di confronto tra istituzioni, azienda e cittadini e avviare uno studio epidemiologico indipendente per monitorare i rischi sanitari derivanti dalle attività industriali dell’acciaieria Arvedi-Ast a Terni: queste le richieste chiave contenute nella proposta di risoluzione approvata all’unanimità martedì dalla seconda commissione del Consiglio regionale dell’Umbria. Un atto che arriva a seguito dell’audizione dell’11 aprile scorso, promossa dal Comitato di quartiere di Prisciano.

Il documento votato a Palazzo Cesaroni chiede in primis alla Giunta regionale di riattivare il tavolo tecnico di confronto tra Azienda Arvedi Ast, Regione Umbria, Comune di Terni, Arpa Umbria, Asl Umbria 2, organizzazioni sindacali, che includa i rappresentanti del comitato di Prisciano. Il tavolo dovrà essere «convocato con cadenza regolare per: monitorare l’attuazione degli interventi ambientali promossi dall’azienda  e verificare l’efficacia delle misure e delle prescrizioni previste dalle autorità competenti; individuare soluzioni a nuove criticità emergenti.

Una struttura partecipata che ha l’obiettivo di garantire trasparenza e vigilanza costante sullo stato dell’ambiente nel quartiere.

Studio epidemiologico indipendente

Altro punto centrale della risoluzione è l’impegno a proseguire prioritariamente nelle azioni fin qui intraprese al fine di realizzare uno studio epidemiologico ed eziologico», coinvolgendo «soggetti indipendenti, in grado di valutare i fattori di rischio sulla salute degli abitanti del quartiere e dei cittadini. L’atto chiede che, nell’aggiornamento del Piano regionale della Qualità dell’Aria, siano introdotte misure specifiche contro l’inquinamento industriale nelle aree più critiche.

Il Comitato di quartiere ha denunciato un disagio duraturo di oltre trent’anni, citando «polveri corrosive, fenomeni odorigeni, vibrazioni» e un «altissimo tasso dell’incidenza tumorale nella zona», aggravato da valori crescenti di Nichel e PM10. Da qui la richiesta di una valutazione scientifica approfondita.

“I rappresentanti del comitato – si legge  nel documento – hanno evidenziato come da circa 30 anni molti residenti del quartiere siano costretti a vivere in un contesto difficile a causa dei disagi e dell’impatto ambientale che l’attività siderurgica di Arvedi-Ast provoca nel quartiere: polveri corrosive, fenomeni odorigeni, vibrazioni che provocano disagi diffusi agli abitanti. Gli stessi rappresentanti hanno espresso forte preoccupazione soprattutto per le conseguenze sulla salute umana, sottolineando nel contempo l’altissimo tasso dell’incidenza tumorale nella zona e chiedendo un approfondito studio epidemiologico alla luce dei valori alti e crescenti di Nichel e Pm10.” Pur nella consapevolezza dell’importanza che l’azienda riveste –non solo nel panorama ternano, ma anche umbro e nazionale, fondamentale per lo sviluppo economico, i rappresentanti del comitato hanno ribadito la necessità di garantire un percorso di civile convivenza, chiedendo alle autorità, tra cui la Regione per quanto di competenza, di monitorare sugli interventi adottati da Arvedi-Ast per la riduzione delle problematiche, nonché di valutarne l’efficacia!

L’amministratore delegato di Arvedi Ast, Dimitri Menecali, insieme al direttore generale di Tapojarvi, Stefano Proietti, ha dichiarato l’impegno dell’azienda in un programma di interventi condiviso con Regione e Arpa. Le parti concordano sull’urgenza di un «lavoro sinergico tra azienda e istituzioni», attraverso un tavolo di lavoro che consenta di «individuare ulteriori soluzioni in tempi rapidi».

I rappresentanti sindacali hanno evidenziato la necessità di maggiore chiarezza sull’accordo di programma, che prevede investimenti ambientali sostanziali, e hanno ribadito la disponibilità a partecipare «a ogni tavolo tecnico», sollecitando anche un monitoraggio costante con studi epidemiologici specifici sull’area.

Le parole dell’assessore De Luca

A chiudere l’intervento istituzionale è stato l’assessore all’Ambiente Thomas De Luca, che ha sottolineato l’imminente firma dell’accordo di programma da parte della Regione. «Le questioni vanno affrontate in un tavolo condiviso, tra istituzioni e soggetti coinvolti, per raggiungere il comune obiettivo della soluzione del problema, partendo da due presupposti: la continuità produttiva e la tutela dell’ambiente e della salute pubblica», ha dichiarato De Luca.

Redazione

Seguici su

Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

La giunta regionale: "Si rientra nella legalità, il Comune può procedere con i permessi"...
Il sindaco replica alle critiche social degli ex componenti di giunta, il vicesindaco uscente Corridore...
Approvato il provvedimento autorizzativo, Ast procederà con il sistema Landfill mining...

Altre notizie