Un viaggio nell’immaginazione oltre ogni confine geografico è ciò che propone ‘Opera con vista’, la mostra d’arte contemporanea ospitata dal museo diocesano e capitolare di Terni dal 6 al 16 giugno. L’iniziativa, curata da Stefania Pieralice, si svolge all’interno del seicentesco Palazzo del Seminario, dove solitamente trovano posto icone sacre e opere d’arte religiosa appartenenti al patrimonio del Capitolo.
Per dieci giorni, circa cinquanta artisti provenienti da dodici nazioni — tra cui Italia, Germania, Canada, Cina, Brasile, Sudan, Austria e Paesi Bassi — offriranno al pubblico un’esperienza visiva immersiva, fatta di sogni, visioni e mondi interiori. La mostra mira a presentare un “percorso oltre i confini, non tracciati da mappe o progetti urbani”, come afferma la curatrice, in un luogo dove “accade sempre l’impensabile”.
L’evento si caratterizza per la forte vocazione internazionale, mettendo in dialogo esperienze e linguaggi artistici differenti. Tra i nomi di rilievo figura Jeremiah Chechik, artista multidisciplinare noto anche per la sua attività nel cinema, e Remo Carradori, astrattista italiano a cui verrà dedicato uno spazio personale di approfondimento.
All’inaugurazione è prevista la partecipazione di Daniele Radini Tedeschi, critico d’arte e curatore in otto edizioni della Biennale di Venezia per diversi paesi dell’America Latina. Il suo intervento sottolinea l’importanza dell’evento all’interno del panorama culturale nazionale e internazionale, in particolare per la sua capacità di connettere Terni con le principali scene artistiche mondiali.
La lista degli artisti partecipanti include nomi affermati e nuove promesse del panorama artistico globale: Sabrina Aureli, Marco Bettocchi, Eva Breitfuss, Renata Figueiredo, Agnieszka Mazek, Mayada Shibir, Heinz Schattner, Anna Montanaro, solo per citarne alcuni. Le opere spaziano tra diversi linguaggi espressivi, dall’astrazione alla figurazione, dal digitale alla pittura tradizionale.
Il museo diocesano diventa così teatro di una contaminazione culturale, in cui sacro e contemporaneo si intrecciano, offrendo nuove chiavi di lettura e mettendo in discussione i canoni dell’arte classica. Il dialogo tra le opere esposte e l’ambiente storico in cui sono inserite crea un contrasto stimolante, che accende riflessioni sull’identità, la memoria e l’innovazione.
‘Opera con vista’ si inserisce nel calendario degli eventi culturali della città come appuntamento di rilievo, portando una visione globale nel cuore dell’Umbria. La mostra è anche un’occasione per il pubblico di avvicinarsi alle pratiche artistiche contemporanee, spesso percepite come distanti, ma che in questa cornice si rivelano accessibili e profondamente umane.
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