Prosegue il percorso di valorizzazione dedicato a Emilio Fioroni, uno dei protagonisti dell’arte ternana del Novecento. Dopo la mostra allestita nel settembre 2022 a Palazzo Vecchio di San Gemini, incentrata soprattutto sul periodo informale sviluppato negli anni Sessanta, prende forma un nuovo capitolo di ricerca e approfondimento promosso da Tempus Vitae nell’ambito del progetto CAU – Cantiere di Arti Urbane. L’iniziativa si inserisce nella sezione storica del progetto culturale avviato nel 2024, che accanto alle espressioni artistiche contemporanee ha scelto di dedicare attenzione anche ai protagonisti del secondo Novecento legati al territorio.
Un percorso costruito nel tempo
L’obiettivo non è quello di proporre una lettura definitiva dell’opera di Fioroni, ma di procedere per tappe, attraverso esposizioni e approfondimenti capaci di raccontare progressivamente il percorso umano e artistico dell’autore ternano. Dopo l’esperienza di San Gemini, il lavoro di ricerca è proseguito con una serie di omaggi ad altri artisti umbri, tra cui Agapito Miniucchi, Angelo Capati, Gian Piero Mercuri e, più recentemente, Adriano Candelori, protagonista della mostra inaugurata a Palazzo Carrara a Terni.
Due storie diverse, unite dalla memoria del territorio
Particolare rilievo assume il dialogo ideale tra le figure di Adriano Candelori ed Emilio Fioroni. Due percorsi profondamente differenti: il primo emigrato giovanissimo in Galles, dove ha costruito la propria carriera ottenendo importanti riconoscimenti internazionali; il secondo rimasto sempre legato a Terni, senza mai allontanarsi dalla propria città. I due artisti non si sono mai incontrati, ma le loro vicende rappresentano due modi diversi di vivere l’arte e il rapporto con le proprie radici. Proprio questa capacità di mettere in relazione esperienze lontane tra loro viene indicata dagli organizzatori come uno degli aspetti più significativi del progetto.
La collaborazione con il Centro Studi Storici
La nuova iniziativa consolida anche la collaborazione tra Tempus Vitae, responsabile della programmazione di CAU, e il Centro Studi Storici, diretto da Domenico Cialfi. Un lavoro condiviso che punta a mantenere viva la memoria artistica del territorio e a colmare, attraverso iniziative indipendenti, la carenza di una programmazione pubblica continuativa dedicata ai protagonisti della cultura umbra del secondo Novecento.
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