Medici per l’ambiente a Bandecchi: “A Terni già sforati tutti i limiti su Pm 10 e non solo”

L’analisi si basa sulle medie giornaliere di PM10, PM2,5 e biossido di azoto raccolte dalle stazioni Arpa/Appa.

I dati del primo quadrimestre del 2025 sono allarmanti: nel comune di Terni, le concentrazioni di PM10 e PM2,5 hanno già superato i limiti previsti dalla normativa europea per l’intero anno. Lo dice l’associazione italiana medici per l’ambiente (Isde Italia), che sulla base dei dati raccolti da Oms  Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile, promosso da Kyoto Club e Clean Cities Campaign, ha avviato un monitoraggio mensile della qualità dell’aria in 26 città italiane. L’analisi si basa sulle medie giornaliere di PM10, PM2,5 e biossido di azoto raccolte dalle stazioni Arpa/Appa.

Un dato  allarmante, che Terni condivide con altre città italiane. Isde infatti ha inviato una lettera informativa anche ad altri 17 sindaci di città italiane, tra cui Milano, Genova, Torino, Bologna e Napoli, segnalando criticità analoghe. “I valori soglia non hanno alcun significato biologico”, spiega Isde, evidenziando che anche livelli inferiori a quelli normativi possono avere effetti nocivi sulla salute. Esiste infatti una relazione diretta tra concentrazione di inquinanti e malattie respiratorie, cardiovascolari e oncologiche. “Una riduzione dell’inquinamento porta in tempi brevi a un calo di mortalità e ricoveri”, afferma l’associazione, che sottolinea l’urgenza di interventi immediati.

All’interno del progetto “Salute e Inquinamento Atmosferico nelle Città Italiane”, ISDE ha redatto un Position paper che analizza fonti di emissione, impatti sanitari e propone strumenti operativi per le amministrazioni. Tra questi, una vera e propria “cassetta degli attrezzi” per l’advocacy ambientale locale.

“Per questo – scrive ISDE – in qualità di responsabile della salute pubblica nel proprio territorio con poteri di programmazione, le segnaliamo la situazione in modo da intervenire per migliorarla”, rivolgendosi direttamente ai sindaci.

“I cittadini di oggi devono avere gli stessi diritti dei cittadini del 2030 a respirare un’aria che non li faccia ammalare”, ribadisce l’appello dell’associazione, chiamando in causa istituzioni, amministrazioni locali e opinione pubblica.

Redazione

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