Rilanciare il ruolo strategico del Santa Maria senza demolirlo, ma attraverso una serie di interventi mirati di ampliamento e razionalizzazione. È questa la proposta illustrata martedì alla Terza commissione di Palazzo Cesaroni dal Comitato in difesa dell’ospedale di Terni, che ha messo nero su bianco un piano da 128 milioni di euro per salvaguardare e potenziare l’attuale struttura sanitaria di Colle Obito.
Durante l’audizione, i rappresentanti del comitato — Federico Di Bartolo, Roberto Ruscica, Gianni Nullo e Gianni Giovannini — hanno sottolineato con forza il loro no alla demolizione del vecchio nosocomio, evidenziando che «la bonifica, la progettazione di un nuovo sito e il trasferimento delle funzioni sanitarie comporterebbero importanti costi aggiuntivi».
Al centro della proposta c’è la volontà di mantenere l’attuale sede, ritenuta strategica anche alla luce di quanto già realizzato in altre città italiane. «Sull’esempio di Perugia e Ancona — hanno spiegato — occorre procedere con un ampliamento intelligente, che preveda un parcheggio pluripiano, collegamenti pedonali interni e nuovi spazi adeguati alle esigenze sanitarie della città».
Il progetto prevede inoltre il completamento della viabilità ad anello attorno all’ospedale per migliorare l’accesso veicolare, e un intervento specifico per potenziare il pronto soccorso. Un altro punto chiave riguarda la razionalizzazione degli spazi interni: il comitato ha infatti proposto di sviluppare una struttura «a visione orizzontale e non verticale», così da liberare i piani superiori, migliorare la sicurezza sismica e risparmiare fino a 20 milioni di euro.
Il piano elaborato dal comitato punta a riportare il Santa Maria al centro dell’offerta sanitaria regionale, diventando di nuovo un punto di riferimento per Terni e per l’Umbria meridionale, anche intercettando la mobilità passiva proveniente dal Lazio.
Durante la seduta della commissione, i consiglieri regionali di diverse forze politiche hanno espresso apprezzamento per il progetto, pur con sensibilità differenti. Enrico Melasecche (Lega), Maria Grazia Proietti (Pd), Fabrizio Ricci (Avs) e Bianca Maria Tagliaferri (Umbria domani – Pp) hanno riconosciuto il valore della proposta come base concreta per un confronto. Secondo loro, si tratta di «un contributo importante per affrontare, in tempi ragionevoli e in sinergia con la nuova struttura ospedaliera di Narni-Amelia, le problematiche del sistema sanitario dell’Umbria meridionale».
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