Nella mattinata di venerdì 13 giugno 2025, la città di Terni ha commemorato l’81esimo anniversario della Liberazione, avvenuta nel 1944, con una serie di eventi solenni volti a rendere omaggio ai Caduti e riaffermare i valori di libertà e democrazia.
Alle ore 10:00 in Piazza della Repubblica, le autorità civili, militari e religiose si sono riunite per un raduno istituzionale che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma. La cerimonia si è aperta con la deposizione di una corona d’alloro da parte del Comune di Terni, seguita da un momento di raccoglimento in onore dei Caduti. Lo storico e docente Angelo Bitti ha tenuto un intervento sul significato storico e civile della Liberazione, sottolineando l’importanza della memoria collettiva.
Successivamente, alle ore 10:30, il corteo commemorativo ha proseguito il suo percorso con diverse tappe simboliche: tra queste, la rotonda dei Partigiani, la lapide in memoria di Luzzi Aspromonte, la rotonda Alfredo Filipponi e la targa “Belvedere 13 giugno” situata sotto il ponte Caraciotti. Ogni sosta è stata accompagnata da una nuova deposizione di fiori e corone, a ribadire il tributo della città ai protagonisti della Resistenza.
Durante le celebrazioni, il vicepresidente della Provincia, Francesco Maria Ferranti, ha invitato i cittadini a non dimenticare il sacrificio di chi lottò per la libertà:
«È importante ricordare questi fatti, i caduti civili e militari e quei momenti tragici della nostra storia. Soprattutto oggi, in un’epoca in cui nuove escalation belliche preoccupano tante parti del mondo», ha dichiarato, sottolineando come «i valori di libertà e democrazia per cui i nostri concittadini sono caduti vanno ricordati e onorati».
Presente anche l’assessore Thomas De Luca, in rappresentanza della Regione Umbria, che ha voluto portare il pensiero della giunta regionale:
«Ottantuno anni fa, Terni era una città ferita. Oggi riaffermiamo con decisione i valori della pace. È un dovere civico ed etico», ha affermato, ricordando come il ricordo della Liberazione debba rimanere un baluardo contro ogni forma di intolleranza.
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Eravamo 4 amici al bar….
La sinistra…
🤣🤣🤣
Inno d’Italia, chi saluta militarmente, chi mette la mano sul cuore….poi c’è quello con le braccia incrociate