Biglietti bloccati, scioperi e treni come carri da bestiame: ancora inferno per i pendolari ternani

I pendolari segnalano il blocco dei biglietti per Roma a partire dall'11 agosto. Intanto continuano i disagi e oggi c'è un nuovo sciopero

Dall’11 agosto in poi la maggior parte dei treni regionali sulla tratta Terni-Roma non risulta prenotabile, fatta eccezione per alcuni Intercity. Una situazione che sta alimentando preoccupazioni crescenti tra i pendolari umbri, che temono ulteriori disservizi legati ai già annunciati lavori infrastrutturali sulla linea Foligno-Terni, in programma dal 6 agosto al 6 settembre. Il sospetto è che la chiusura temporanea di quella tratta possa avere ripercussioni anche sul collegamento principale con la Capitale.

A sollevare la questione è stato il Coordinamento Comitato Pendolari Umbri, che ha diffuso una nota pubblica sul proprio sito nella quale segnala l’impossibilità di acquistare biglietti tramite l’app di Trenitalia a partire dall’11 agosto. Il comitato ha scritto ufficialmente a Regione Umbria, RFI e Trenitalia Trasporto Regionale, chiedendo chiarimenti precisi sia sulle motivazioni del blocco, sia sulla pianificazione del servizio ferroviario durante il periodo dei lavori.

Nella comunicazione si legge: «Si chiede un cortese chiarimento in merito. In primo luogo circa le motivazioni di tale impossibilità; in secondo luogo, qualora fosse una precisa scelta aziendale, occorrerebbe chiarire se quelli attualmente indicati saranno tutti i servizi effettuati nel periodo dei lavori ovvero se a breve vi saranno implementazioni di tali servizi». Il comitato sottolinea inoltre l’urgenza di adottare misure di mitigazione dei disagi e invita a valutare anche eventuali compensazioni per gli utenti.

Il nodo cruciale sembra essere legato alla gestione complessiva della circolazione ferroviaria durante l’interruzione della tratta Foligno-Terni, lungo l’asse Orte-Falconara. Se i treni dovranno essere deviati o sostituiti, anche l’offerta sulla Terni-Roma potrebbe subire modifiche importanti, sia in termini di orari che di numero di corse. Al momento, nessuna comunicazione ufficiale è stata diffusa da Trenitalia o RFI, lasciando spazio a incertezze che alimentano malumori e proteste.

Il Coordinamento è stato il primo a lanciare l’allarme su possibili tagli ai servizi o deviazioni dei treni sulla linea lenta, una prospettiva che, da dicembre in poi, secondo i timori dei pendolari, potrebbe riguardare gran parte dei collegamenti tra l’Umbria e Roma. Il rischio, per molti, è quello di viaggi più lunghi, con tempi di percorrenza sensibilmente aumentati, compromettendo la quotidianità di chi si sposta per lavoro o studio.

La mobilitazione dei territori non si è fatta attendere: numerosi sindaci, in particolare quelli del Trasimeno e dell’Orvietano, hanno già protestato pubblicamente, alcuni recandosi fino a Roma con la fascia tricolore. Il consiglio comunale di Narni ha approvato un ordine del giorno di contrarietà al possibile ridimensionamento del servizio ferroviario, e altri Comuni sembrano pronti a seguire l’esempio.

Il timore è che l’indisponibilità dei biglietti sia il segnale concreto di nuove rimodulazioni, ancora non comunicate, che si andranno ad aggiungere ai disagi già previsti dal 6 agosto al 6 settembre. Un’eventualità che richiede risposte rapide e trasparenti, prima che l’emergenza diventi realtà.

Nuovi ritardi e sovraffollamento

Intanto le pagine facebook dei comitati pendolari continuano a segnalare disagi infiniti. Nel fine settimana il treno RV4106 da Roma Termini per Firenze delle 17.20 si è trasformato, scrivono i pendolari, “in carro bestiame”. E ancora: “Di nuovo il treno è partito dalla stazione di Roma Termini senza aria condizionata. Complimenti a chi controlla questo materiale prima della partenza e chi magari non ne decreta la sostituzione! Come se non bastasse, il convoglio ha poi sostato più di mezz’ora nella stazione di Roma Tiburtina. Prima di ripartire, il capotreno è passato carrozza per carrozza sincerandosi delle condizioni dei passeggeri, tutti piuttosto provati. Alcuni passeggeri, i più fortunati o lungimiranti, hanno abbandonato il convoglio prima che ripartisse: il treno è stato infatti instradato in linea lenta con un ulteriore ritardo di oltre 30 minuti. aldo asfissiante, posti a sedere mancanti e, dulcis in fundo, in linea lenta! Cosa altro dobbiamo sopportare?”.

E ancora: “RV4110 Roma-Firenzeinstradato in lenta e a passo di lumaca tra le varie stazioni”

Scioperi in arrivo

E come se non bastasse, dalle 21 di oggi 7 Luglio scatta

a lo sciopero nazionale del trasporto ferroviario, che proseguirà fino alle 18 di martedì 9 luglio, coinvolgendo anche l’Umbria. L’astensione dal lavoro, indetta a livello nazionale, riguarderà il personale di Trenitalia, Trenord e Italo, sia a bordo che nelle stazioni, con forti ripercussioni sui collegamenti regionali e a lunga percorrenza.

In Umbria, come previsto dalla normativa vigente, verranno comunque garantiti i servizi minimi essenziali nelle fasce orarie di maggiore affluenza, ovvero dalle 6 alle 9 del mattino e dalle 18 alle 21 della sera, nei giorni feriali.

Secondo quanto riportato, nella giornata di sciopero saranno una ventina circa i treni regionali garantiti, tra cui:

  • Ancona–Foligno delle 5.05

  • Foligno–Ancona delle 5.45

  • Foligno–Roma Termini delle 5.55

  • Foligno–Ancona delle 6.40

  • Perugia–Roma Termini delle 5.45

  • Orte–Foligno delle 7.38

  • Perugia–Terni delle 6.50

  • Roma Termini–Foligno delle 5.47 e delle 7.43

  • Terni–Perugia delle 6.20 (attivo dal lunedì al sabato)

  • Terontola–Foligno delle 6.25 e delle 17.41 (quest’ultimo potrebbe essere posticipato alle 18)

  • Perugia–Roma Termini delle 17.50 (con possibile partenza ritardata alle 18)

  • Roma Termini–Perugia delle 18

I servizi garantiti, secondo Trenitalia, potranno subire variazioni d’orario, ma saranno comunque confermati nei limiti previsti dalle fasce protette. Si raccomanda ai viaggiatori di consultare i canali ufficiali per verificare l’effettiva partenza del treno di interesse e monitorare eventuali aggiornamenti in tempo reale.

Per quanto riguarda le linee ex FCU (Ferrovia Centrale Umbra), attualmente interessate da interventi di ammodernamento, i collegamenti saranno effettuati esclusivamente con autobus sostitutivi. Restano quindi garantiti i percorsi su gomma per le tratte Città di Castello–Ponte San Giovanni e Ponte San Giovanni–Perugia Sant’Anna, entrambe chiuse fino a settembre.

Lo sciopero arriva in un momento già critico per il trasporto ferroviario regionale, con la chiusura estiva programmata della tratta Foligno–Terni dal 6 agosto al 6 settembre per lavori infrastrutturali. Una situazione che ha già generato forti preoccupazioni tra i pendolari umbri, soprattutto per l’indisponibilità dei biglietti sulla linea Terni-Roma dopo l’11 agosto, con il rischio di una rimodulazione non ancora comunicata dei servizi.

Redazione

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