Cgil e Comitato ternano per la Palestina in piazza “per la pace”: accuse soltanto soltanto ad Israele

Terni e altre città umbre si mobilitano con la Cgil per chiedere la fine della guerra a Gaza. Cortei, slogan e appelli alle istituzioni italiane e internazionali.

In diverse città dell’Umbria, tra cui Terni, si sono svolte manifestazioni promosse dalla Cgil per chiedere la fine delle ostilità a Gaza. L’iniziativa, che ha visto un’importante partecipazione di cittadini e rappresentanti sindacali, si è svolta simultaneamente in dieci piazze della regione, lanciando un messaggio diretto alle istituzioni italiane e occidentali.

Durante la serata di ieri, piazza della Pace a Terni è stata teatro di un nuovo presidio pubblico. Il segretario provinciale dello Spi-Cgil, Attilio Romanelli, ha preso la parola per condannare l’operato del governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu, criticato come espressione di una destra estremista che, secondo Romanelli, persegue la distruzione del popolo palestinese. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla decisione del governo spagnolo di sospendere i rapporti commerciali con Israele, ritenendola una scelta che risponde a motivazioni politiche e morali condivisibili.

“Fermiamo la guerra e le atroci sofferenze che i coinvolti vivono”, ha dichiarato Romanelli, sottolineando l’urgenza di una presa di posizione più netta da parte della comunità internazionale. Il messaggio è stato chiaro e inequivocabile: basta bombardamenti, basta morti civili.

Replicata anche la manifestazione del comitato ternano per la Palestina. La manifestazione di ieri sera ha ripreso lo stesso format della protesta della settimana precedente, quando un altro corteo si era snodato per le vie del centro ternano. L’iniziativa di ieri ha preso il via da piazza della Repubblica, con un corteo che ha attraversato il cuore della città, raggiungendo piazza San Francesco e terminando davanti al monumento ai caduti dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, simbolo scelto per ribadire il rifiuto della guerra in ogni forma.

Tra gli slogan scanditi quello che definisce Israele come uno stato “terrorista”. Non sono mancate bandiere palestinesi e cartelli che chiedevano un immediato cessate il fuoco e la riapertura del dialogo tra le parti. Chiesta la liberazione di Anan Yaeesh, detenuto a Terni, accusato da Israele di terrorismo.

Sono stati chiesti  a gran voce lo stop al genocidio e Free Palestine, Palestina libera. Nessuna parola invece su Hamas.

Redazione

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