Sangraf al bivio, sindacati e istituzioni incalzano la proprietà: “Certezze subito”

L'arrivo dei dirigenti cinesi in sede riaccende speranze ma anche le preoccupazioni. Il sindaco Lucarelli e la Regione: "Pronti a collaborare ma dicano cosa vogliono fare"

Nessuna novità relativamente alla nomina di un nuovo Amministratore delegato alla Sangraf di Narni,  dopo le dimissioni di Alexander Krug,  in un momento cruciale per il futuro dello stabilimento narnese. La presenza in questi giorni dei rappresentanti della proprietà cinese ha riacceso le speranze, ma anche le tensioni: le istituzioni locali chiedono risposte concrete, mentre i sindacati restano sul piede di guerra, dopo essere stati esclusi dall’ultimo incontro ufficiale.

“Servono impegni chiari e tempestivi sulla gestione attuale e su quella futura”, ha dichiarato il sindaco Lorenzo Lucarelli, sottolineando la necessità di tutelare sia i lavoratori che le aziende dell’indotto. In particolare, il primo cittadino ha chiesto “trasparenza sulle prospettive produttive e industriali del sito” e interventi immediati per garantire la continuità dei servizi essenziali, compromessa dal mancato pagamento ai fornitori.

Durante il vertice istituzionale tenutosi martedì, i rappresentanti della direzione aziendale – affiancati da esponenti della proprietà cinese – hanno accolto le tre richieste principali avanzate da Comune e Regione: un piano per saldare i debiti con i fornitori, tutele retributive per i lavoratori anche in caso di cassa integrazione e un quadro chiaro sugli sviluppi futuri, compreso il destino del progetto “Sanode”.

“Siamo in un momento difficile, il mercato non ci sostiene”, avrebbe detto uno dei dirigenti cinesi presenti all’incontro, senza però chiudere la porta alla ripartenza. L’azienda ha infatti confermato la volontà di rilanciare l’impianto per la produzione di anodi per batterie al litio, assicurando un aggiornamento tecnico entro settembre.

Nel frattempo, la produzione è ferma e molti dipendenti sono interessati da diverse forme di cassa integrazione. I fornitori lamentano ritardi nei pagamenti che impediscono persino la pulizia degli ambienti, con ricadute anche sulla sicurezza.

I sindacati, pur non presenti al tavolo, hanno pubblicato una nota dai toni duri: “Non possiamo più tollerare l’assenza di risposte. Serve subito una svolta o il sito rischia di svuotarsi”. E avvertono: “Senza materie prime e senza certezze, anche i lavoratori più qualificati stanno cercando alternative”.

La posta in gioco è alta. Sangraf è beneficiaria di un finanziamento pubblico da milioni di euro per lo sviluppo dell’idrogeno verde, considerato uno dei pilastri della transizione energetica regionale. Un’eventuale chiusura o ridimensionamento rischierebbe di mandare in fumo questi investimenti, compromettendo anche l’ambizione della Regione Umbria di diventare un hub per l’energia sostenibile.

“Siamo pronti a fare la nostra parte, ma servono segnali credibili”, ha ribadito l’assessore regionale Francesco De Rebotti, sottolineando come il compito delle istituzioni sia oggi più complesso che mai, ma non per questo evitabile.

Le prossime settimane saranno decisive, ma la sensazione è che il tempo per salvare la Sangraf stia scadendo.

Redazione

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