Stadio-clinica, lo striscione dei tifosi e l’ok del Comune: “Prescrizioni superate, si può iniziare”

Il tema ha infuocato l'incontro pubblico a Cardeto. Cittadini divisi sulla struttura sanitaria. Intanto però il Rup Giorgini ha comunicato l'ok: si può procedere alla realizzazione

Uno dei temi caldi dell’incontro pubblico fra la Giunta Regionale e i cittadini a Cardeto è stato il discorso relativo alla clinica privata. Non è passato inosservato lo striscione che ricordava le ormai celebri 18.000 firme per la realizzazione della clinica privata connessa alla costruzione dello stadio.
La Regione non ha chiuso del tutto le porte ma ha buttato per così dire, la palla in corner, parlando di “anno zero del nuovo ospedale” per il rilancio quindi dello stesso e della sanità pubblica: “La III commissione sta lavorando ad una proposta unitaria. Per il nuovo ospedale che Terni merita, in grado di intercettare anche pazienti da fuori regione, occorrono 500 milioni di euro ed è la più grande infrastruttura su cui intendiamo lavorare nei prossimi anni. Non abbiamo trovato risorse disponibili, anche se per la progettazione le abbiamo. Se avessimo già tutti i soldi, l’orizzonte sarebbe di almeno cinque anni. Oggi, per ovviare a questa mancanza, siamo impegnati nel ricostruire la rete del territorio, fatta di servizi, personale, case di comunità”, ha spiegato la presidente Proietti, che ha la delega alla sanità e ha ricordato che nel piano sanitario a cui si sta lavorando “l’ospedale di Terni avrà un ruolo centrale”.
E la clinica? Le opinioni della platea sono varie e divise. La Regione lascia intendere che non è esattamente una priorità: “Non esistono posti già convenzionati, non sono mai stati assegnati- sottolinea – i posti oltretutto non sono della provincia di Terni ma della Usl Umbria 2. Posso dire che ci sono potenziali conflitti di interesse e che per noi la sanità pubblica resta la priorità”.
Il Centro di Coordinamento Ternana Clubs, promotore della raccolta firme per la clinica incalza: “Rispettate la volontà della gente e attuate il riequilibrio territoriale, perchè Perugia ha cinque strutture e Terni nemmeno una”, dicono. Dalla platea però qualcuno dice “Non ce ne faciamo nulla della clinica di Bandecchi, meglio una sanità pubblica che funzioni”.
Il Comune – forse non a caso, sicuramente con un certo tempismo – ha dato una risposta: dal Rup Piero Giorgini è arrivato il superamento delle prescrizioni che nel 2022 erano state evidenziate nella conferenza dei servizi. Tradotto: disco verde per la clinica: “Il combinato disposto tra la Determinazione Direttoriale regionale del novembre 2022 e la presente determina di presa d’atto costituisce titolo abilitativo efficace per la realizzazione della struttura sanitaria”.  Quando vorrà, dunque Unicusano potrà iniziare a costruire sul terreno di proprietà della Ternana Women.  Si tratta quindi dell’ok all’operazione di un privato sul terreno di un privato, che non ha nulla a che fare con l’accreditamento o i posti in convenzione.
Concetto ribadito anche dall’assessore De Rebotti: “Se un privato vuole realizzare una clinica, prima la realizza e poi chiede la convenzione che verrà valutata ed eventualmente concesso”. Ma precisa: “Se la clinica deve fare cose che fa già il pubblico non va bene. Perchè quelle le deve fare il pubblico e non vogliamo investire su quello. Se invece la clinica si specializza in cose sulle quali il pubblico non ha una offerta sufficiente, allora è diverso”.

 

Redazione

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