Asia è scappata di nuovo: “Aveva l’obbligo di Rems”. Ma in Umbria non ce ne sono

La giovane ternana è scappata di nuovo da casa. L'appello della madre riaccende il problema dell'assenza delle Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza. L'Umbria è una delle poche regioni a non averne

Se n’è andata di nuovo da casa Asia, la ventunenne ternana fuggita nei giorni scorsi dalla Comunità Incontro e tornata lo scorso 13 Agosto.

A darne notizia la madre Francesca Basilici: “Dopo un breve momento di felicità per il ritrovamento di Asia ho avuto l’ennesima amara sorpresa” E ancora: “Asia è libera di fare ciò che vuole, per la legge italiana, anche ha una invalidità al 100 percento, dei disturbi accertati, un alta pericolosità sociale, in quanto può fare del male a se stessa e agli altri

Due mesi fa è stato emesso dal tribunale di sorveglianza di Spoleto un “obbligo di Rems” ciò significa che fin quando non ci sarà un posto in tale struttura possiamo anche crepare….
Sono a conoscenza che i posti femminili sono 100 in tutta Italia”.
La madre spiega che  “dal ritrovamento dell’altro ieri io non ho fatto altro che correre dietro a lei continuando a scongiurare il peggio, perché lei per ovvi motivi non è in grado di capire la gravità della sua salute. Sono riuscita a farla rientrare anche ieri sera ma per quanto tempo ? Stamattina è andata di nuovo e non so dove .. rientrerà? Dovrò fare un altra denuncia a vuoto?
 Noi famiglia (compresa la sorellina di 7 anni) possiamo gestire da sole una situazione del genere?”.

Domande che andrebbero girate, al ministero della Giustizia, il solo deputato a far costruire una Rems in Umbria, una delle poche regioni che non ne possiede nemmeno una:  per questo stava scontando la pena nella struttura alternativa della Comunità Incontro. C’è l’accordo di Regione e Procura di Perugia sulla sua realizzazione, ma non sono loro gli organismi deputati a poter decidere in tal senso: potranno solo dare corso e monitorare il progetto, una volta avviato dal Ministero.

Prosegue la madre di Asia: “Stamattina neanche i farmaci ha preso:  non glieli posso cacciare in bocca forzatamente, ora uscirò di nuovo a cercarla a piedi.. Sono infatti anche a piedi, perchè l’altro ieri, quando mi è arrivata una chiamata di avvistamento di Asia  ho preso la macchina e sono uscita a cercarla ed incontro una volante che mi ferma e mi sospende la patente perché ero alla guida con il cellulare, sapendo benissimo chi fossi e che stavo disperatamente cercando mia figlia e piangevo disperata: la risposta è stata che giustamente anche se mia figlia era scomparsa non avevo diritto di guidare con il cellulare”.

Poi l’amara conclusione. “Non ci sono strutture per mia figlia, nè sostegni per le famiglie.Ve lo dò io un consiglio sopprimeteci! Questo resta prima che crepiamo da sole per altro”
Redazione

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1 anno fa

Da un ospedale psichiatrico giudiziario non avrebbe potuto scappare.

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