“In Umbria serve l’istituzione di una Rems e il potenziamento dei servizi psichiatrici sul territorio”. Con queste parole, l’assessore al Welfare del Comune di Terni, Viviana Altamura, ha espresso la preoccupazione dell’amministrazione in una lettera inviata il 19 Agosto ai Ministeri della Salute (Orazio Schillaci) e della Giustizia (Carlo Nordio), alla Regione Umbria e alla ASL 2.
La lettera muove ovviamente dalla vicenda di Asia, la giovane ternana con problemi psichiatrici, una invalidità al 100 percento accertata e precedenti penali, alla quale era stato prescritto l’obbligo di Rems, al quale non ha potuto ottemeperare, finendo così alla Comunità Incontro da cui è scappata. Una richiesta, quella di una Rems in Umbria, che ormai vede quindi un fronte compatto e trasversale rispetto sia alla politica (Regione e Comune di Perugia di centrosinistra, Comune di Terni con Ap, ma anche il centrodestra si è espresso in tal senso), sia rispetto al sistema carcerario (la chiede il garante dei detenuti ma anche la polizia penitenziaria)
Nel documento, Altamura parla di un forte aumento delle segnalazioni da parte di cittadini e famiglie alle prese con problematiche legate alla salute mentale. “I nostri uffici ricevono ogni giorno richieste di aiuto, in un quadro che si fa sempre più complesso”, si legge nella lettera, che richiama proprio il recente fatto di cronaca.
Altamura ha quindi richiesto cl’istituzione urgente di una Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) in Umbria, struttura prevista dalla legge 81/2014, che ha sancito la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. L’Umbria è una delle tre sole regioni che ne è sprovvista e si appoggia alle strutture della Toscana, già al limite delle proprie capacità.
“Questa dipendenza interregionale sta generando gravi criticità: soggetti considerati socialmente pericolosi restano senza collocazione per anni, con ricadute sia sulle famiglie che sulla sicurezza pubblica“, denuncia Altamura. I casi più critici, secondo la lettera, riguardano persone prosciolte per vizio di mente che, in assenza di posto in una REMS, restano libere, a carico dei familiari o addirittura detenute, nonostante la loro non imputabilità.
“È inaccettabile che le famiglie umbre debbano affrontare da sole situazioni così complesse, senza risposte concrete né supporto strutturato”, si legge ancora nella nota. L’assessore sottolinea come l’apertura di una REMS regionale risponderebbe a tre priorità fondamentali: tutela della salute pubblica, sicurezza collettiva ed equità territoriale. In quest’ottica, Terni si propone come sede disponibile ad accogliere la struttura, mettendo a disposizione immobili comunali idonei.
Parallelamente, la lettera chiede un piano strutturale per il potenziamento della psichiatria territoriale, punto nevralgico per la presa in carico e l’assistenza continuativa dei pazienti. Nella lettera ci sono diverse altre richieste: potenziamento dei Centri di Salute Mentale, con assunzioni di psichiatri, psicologi e infermieri per abbattere le liste d’attesa; ampliamento dei Centri Diurni, fondamentali per offrire attività terapeutiche e mantenere il contatto con la realtà sociale; attivazione di sportelli di ascolto psicologico, facilmente accessibili ai cittadini; umento dei posti letto nelle strutture residenziali psichiatriche, per garantire percorsi di cura adeguati anche nei casi più complessi.
“Serve un investimento mirato, una strategia chiara e condivisa che riporti la salute mentale al centro delle politiche sanitarie regionali”, afferma l’assessore Altamura, concludendo che il Comune di Terni è pronto a fare la propria parte, ma servono risposte rapide da tutte le istituzioni coinvolte.
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