L’inceneritore della discordia, volano stracci fra Cardinali e M5S

L’assessore allo sviluppo economico del Comune accusa il sistema attuale di generare disavanzo e inquinamento, il Movimento 5 Stelle replica: “La soluzione c’è ed è già in atto, basta ambiguità”

È scontro aperto in Umbria tra l’assessore allo Sviluppo economico, Sergio Cardinali, e il Movimento 5 Stelle sul tema della gestione dei rifiuti. Il casus belli è il piano regionale “Waste-to-Hydrogen”, che prevede una transizione verso il riciclo totale rifiutando esplicitamente la costruzione di nuovi inceneritori.

Cardinali attacca l’impianto esistente di Terni, definendolo una realtà già operativa che, seppur spesso ignorata nel dibattito pubblico, produce 100.000 tonnellate all’anno di energia bruciando pulper di cartiera, in larga parte importato dalle Marche. “Brucia rifiuti che non sono nostri e l’energia prodotta non resta ai cittadini di Terni, visto che l’impianto è di proprietà Acea”, ha affermato l’assessore.

Il sistema, ha sottolineato Cardinali, “comporta un costo crescente per la collettività e un vantaggio economico per un’unica azienda privata. Non solo: produce emissioni sia a Terni che ad Orvieto, dove finiscono annualmente circa 30.000 tonnellate di ceneri in discarica, anch’essa di proprietà Acea”. Ricordando che “le discariche sono al bando in Europa e tra pochi anni dovranno chiudere”, l’assessore ha lanciato un ultimatum al collega Thomas De Luca: “O chiudi subito l’inceneritore di Acea e trovi una soluzione ecologica, oppure bisogna bruciare a Terni le 30.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati che produciamo, visto che importiamo da fuori regione un terzo della monnezza che ci inquina”.

Proponendo una strada alternativa, Cardinali ha citato un esempio virtuoso: “A Frosinone un’azienda produce sampietrini con le ceneri inertizzate del termovalorizzatore. È una tecnologia reale, già pronta all’uso, che potremmo impiegare per produrre a Terni i sanvalentini, chiudendo davvero il ciclo dei rifiuti con zero scarti in discarica”.

Non si è fatta attendere la replica del M5S, che ha riconosciuto la correttezza storica dell’affermazione di Cardinali circa l’assenza di responsabilità dell’attuale sindaco Bandecchi sull’autorizzazione dell’impianto. Tuttavia, ha puntato il dito contro l’incoerenza dell’assessore: “È stato autorizzato dalle giunte precedenti, quelle stesse a sostegno delle quali Cardinali si era candidato”.

Secondo il Movimento, la responsabilità di eventuali chiusure non è regionale ma locale: “Solo il sindaco può chiudere l’impianto, non un assessore regionale, a meno di violazioni delle prescrizioni AIA”. Il M5S ha poi criticato le “fantasiose soluzioni” proposte da Cardinali, come la centrale Edison e il nucleare di quarta generazione, e ha denunciato la mancata presa di posizione da parte del Comune di Terni sulla vicenda Bioter.

In netta contrapposizione, il Movimento ha rivendicato la bontà del piano Waste-to-Hydrogen elaborato dalla giunta regionale e dall’assessore De Luca, definendolo “una strategia chiara, priva di ambiguità e senza compromessi con il passato”. L’Umbria, secondo i 5 Stelle, si avvia così a diventare la prima regione italiana capace di chiudere il ciclo dei rifiuti senza nuovi inceneritori né l’ampliamento delle discariche, ma attraverso il massimo recupero di materia anche dalla frazione non riciclabile, trasformandola in idrogeno, gas industriali e materiali riutilizzabili nell’edilizia.

Il piano regionale si fonda su tre pilastri: raccolta differenziata spinta (con un obiettivo del 75%), trattamento meccanico-biologico a freddo sul modello veneto, e conversione industriale attraverso la tecnologia WtH2. Tutto ciò, sottolinea il M5S, “ridurrà i costi per famiglie e imprese e creerà nuova occupazione, contribuendo al Green Deal europeo e alle strategie nazionali di decarbonizzazione”.

Redazione

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1 anno fa

Il progetto dell’ ass. Tomas De Luca è avanzato nella prospettiva e pienamente condivisibile

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1 anno fa

ASM Terni – Smaltimento Rifiuti: un’occasione che la Regione sta ignorando

Mentre si continua a perdere tempo in discussioni su tecnologie obsolete per lo smaltimento dei rifiuti, da mesi sul tavolo di ASM Terni sono presenti due soluzioni concrete e innovative:
• Torcia al plasma per la distruzione totale dei materiali a fine vita
• Polverizzazione ultrarapida per trasformare il rifiuto in materia prima secondaria.

La transizione verso un modello circolare passa da qui. Serve coraggio politico e visione industriale. Il futuro è pronto. È ora di decidere.

Michele – Area3 Futuro

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