Waste-to Hydrogen: la Regione punta sul riciclo e dice no agli inceneritori

La giunta Proietti approva la delibera relativa alla nuova strategia per chiudere il ciclo dei rifiuti senza ampliamenti di discariche né combustione

“Abbiamo tre obiettivi da raggiungere: escludere qualsiasi ampliamento delle discariche, non incenerire e ridurre i costi su famiglie e imprese”. Con queste parole l’assessore all’Ambiente della Regione Umbria, Thomas De Luca, ha presentato la nuova strategia regionale per la gestione dei rifiuti, incentrata sull’utilizzo della tecnologia Waste-to-Hydrogen (WtH2). La svolta è sancita dalla delibera di giunta DGR 831 del 13 agosto 2025, che individua nel riciclo avanzato e nella produzione di idrogeno una vera e propria alternativa strutturale alle discariche e all’incenerimento.

La Regione Umbria intende così voltare pagina con le vecchie logiche di smaltimento, orientandosi verso un’economia circolare e a basse emissioni di carbonio. Il nuovo indirizzo politico prevede una sinergia con l’AURI e l’Università di Perugia, che avrà il compito di analizzare la fattibilità tecnica dell’implementazione impiantistica sul territorio.

“Per farlo dobbiamo imparare dagli errori del passato, primo tra tutti la politica delle scelte scaricate sul futuro”, ha precisato De Luca, sottolineando l’urgenza di un cambiamento immediato: “L’attuale governo regionale intende assumersi pienamente la responsabilità di un cambiamento da attuare sin da subito nell’arco della legislatura”.

La tecnologia Waste-to-Hydrogen, già sperimentata in altri contesti europei, consente il recupero di materia anche dalle ultime frazioni non riciclabili, generando idrogeno blu, gas industriali e sabbia circolare riutilizzabile nei settori edilizio e cementiero. Il processo si basa su un trattamento meccanico-biologico a freddo, ispirato al modello veneto, e rappresenta l’ultimo tassello del ciclo virtuoso dei rifiuti, da adottare solo dopo aver potenziato la raccolta differenziata spinta e le politiche di prevenzione.

La delibera segna quindi un ulteriore passo in avanti nel superamento della stagione dell’incenerimento, come stabilito anche dagli indirizzi dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria. A differenza dei processi di valorizzazione energetica, la tecnologia WtH2 non prevede combustione, e si pone come soluzione finale alternativa all’interramento.

L’obiettivo di lungo periodo è ambizioso: “Una visione che punta a trasformare l’Umbria nel primo esempio su scala regionale di chiusura del ciclo attraverso il riciclo”, ha dichiarato ancora De Luca. “Un passaggio epocale dall’economia dello smaltimento all’economia circolare e all’economia dell’idrogeno, generando valore ambientale, economico e occupazionale per la comunità regionale”.

Oltre alla gestione dei rifiuti urbani, il progetto è pensato anche per affrontare in modo strutturale il tema spesso trascurato dei rifiuti speciali e industriali, fornendo vantaggi ambientali ed economici ai settori produttivi locali. L’assessore ha evidenziato anche la funzione strategica dell’iniziativa: “Una catena che vuole agire anche da catalizzatore per la creazione di una filiera regionale dell’idrogeno, con ricadute strategiche su trasporti, industria, occupazione e investimenti”.

Il piano, che si colloca nel quadro della transizione ecologica regionale, apre ora una fase di valutazione tecnica e dialogo con i soggetti istituzionali e scientifici, con l’obiettivo di realizzare nei prossimi anni un sistema di gestione dei rifiuti sostenibile, integrato e innovativo, capace di trasformare una criticità storica in un motore di sviluppo e innovazione.

Redazione

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La monnezza se la Porta a Casa ?

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