Vita indipendente, scontro Afad-Comune: “Non scaricare responsabilità dei ritardi sulle famiglie”

L'assessore Altamura replica all'associazione dopo la denuncia pubblica: "Già tutti contattati". Ma l'associazione rilancia. "Inefficienza colpa vostra: non è vero che tutte le domande sono state accolte"

Si accende lo scontro tra l’associazione Afad e l’assessore al Welfare Viviana Altamura sui ritardi nell’erogazione degli assegni per i Progetti di Vita Indipendente. Dopo la denuncia pubblica dell’associazione, che rappresenta centinaia di famiglie e persone con disabilità a Terni, è arrivata la replica dell’assessore, seguita a stretto giro da una dura controreplica della presidente Delfina Dati.

La posizione dell’assessore Altamura

“Per quanto riguarda i progetti di vita indipendente – dichiara l’assessore Viviana Altamura – ho sempre posto al centro del mio operato l’ascolto e la vicinanza ai cittadini. Confermo la massima disponibilità a incontrare ogni singola famiglia che dovesse lamentare criticità nei pagamenti, così da verificare insieme agli uffici lo stato delle rispettive domande”.

L’assessore precisa inoltre che gli uffici hanno già contattato tutti coloro che avevano manifestato problemi sulla fruizione del sussidio e che i pagamenti stanno procedendo, anche attraverso un regime di anticipazione di cassa da parte del Comune. “Questa scelta – conclude Altamura – nasce dalla volontà di garantire trasparenza, chiarezza e soluzioni concrete, dimostrando come l’assessorato operi quotidianamente con impegno e responsabilità per sostenere le persone e le famiglie che affrontano situazioni delicate”.

La controreplica di Afad: “Ritardi e scarsa chiarezza”

Non si è fatta attendere la risposta di Delfina Dati, presidente di Afad, che ha contestato duramente le dichiarazioni dell’assessore. “Come presidente di un’associazione storica che rappresenta centinaia di famiglie, ritengo inaccettabile che si scarichino sulle persone con disabilità inefficienze amministrative che stanno causando ritardi e incertezze. Non è corretto attribuire le difficoltà alla mancata consegna di documentazione da parte degli utenti: Afad e i nostri associati hanno sollecitato chiarimenti ai servizi competenti senza ricevere alcun riscontro fino alla nostra denuncia pubblica”.

Dati critica anche il metodo adottato dall’amministrazione comunale, definendo grave la mancanza di un confronto diretto con le famiglie, che si sono viste costrette a ricorrere ai media per ottenere attenzione. “I cittadini non devono rivolgersi a un politico per far rispettare le leggi – afferma – perché le questioni non possono essere risolte come favori personali, alimentando meccanismi poco trasparenti che minano la fiducia nel sistema”.

La presidente di Afad interviene anche sul tema della salute mentale e sull’organizzazione dei servizi. Critica la scelta dell’assessorato di puntare sulla creazione di nuovi centri diurni e sull’aumento dei posti nelle strutture residenziali, sottolineando come, parallelamente, non si stiano rafforzando i servizi domiciliari e territoriali. Secondo Dati, questo approccio rischia di andare contro il principio di deistituzionalizzazione sancito dalla legge Basaglia e ribadito dalla Convenzione ONU, che garantisce il diritto delle persone con disabilità a vivere nel proprio contesto familiare e sociale con il giusto supporto personalizzato.

Le famiglie rappresentate da Afad, spiega Dati, chiedono un’assistenza domiciliare che consenta ai propri cari di vivere autonomamente, senza dover ricorrere a soluzioni che, pur essendo pensate per fornire aiuto, rischiano di isolare le persone e limitare la loro libertà.

Le criticità segnalate da Afad

La presidente contesta inoltre alcune dichiarazioni dell’assessore Altamura, che aveva sostenuto che tutte le domande relative ai Progetti di Vita Indipendente fossero state accolte e che i finanziamenti sarebbero stati estesi a diciotto mesi. Secondo Afad, invece, gli impegni scritti prevedono coperture per appena undici mesi e ci sarebbero ventitré persone ancora in lista d’attesa, una situazione che crea ulteriore incertezza per le famiglie che contano su questi contributi per garantire l’autonomia dei propri cari.

“Afad – conclude Dati – ha sempre agito in buona fede, fornendo tutta la documentazione richiesta, ma i ritardi persistono. Invitiamo l’assessore e i servizi a verificare immediatamente gli impegni assunti e a garantire l’estensione promessa, senza ulteriori rinvii”.

Dati rivolge infine un invito diretto all’assessore Altamura, chiedendo un confronto immediato e trasparente per chiarire le procedure, risolvere le criticità e ripensare le priorità in tema di disabilità. “Le persone e le famiglie che rappresentiamo – conclude – meritano risposte concrete, non promesse generiche”.

Redazione

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