Il futuro dell’ospedale Santa Maria torna al centro del dibattito politico e cittadino. Durante la Festa dell’Alternativa e Dimensione Bandecchi, in uno dibattito moderato dalla consigliera comunale Federica Mengaroni, è stato lanciato un allarme chiaro e diretto sul rischio di un indebolimento della struttura sanitaria ternana, in un quadro regionale sempre più sbilanciato verso l’Alta Umbria.
A esprimere forte preoccupazione è stato Massimo Francucci, delegato del sindaco Bandecchi alla Sanità, che ha parlato apertamente di “una grande confusione a livello regionale”, aggiungendo che “i fondi pubblici rischiano di essere sprecati in ristrutturazioni e nuovi reparti improvvisati, senza risolvere le criticità reali”.
Secondo Francucci, la Giunta regionale starebbe trascurando le esigenze del sud dell’Umbria, e in particolare della città di Terni, lasciando spazio all’ipotesi di un progetto di azienda unica regionale che, di fatto, potrebbe declassare il ruolo del Santa Maria, privandolo di risorse e centralità. “Siamo curiosi di ascoltare cosa ci dirà la presidente Proietti in consiglio comunale il 13 ottobre. Se non si dà priorità a un nuovo ospedale a Terni, il sospetto che si voglia favorire altri territori è legittimo”, ha sottolineato.
Il tema è stato affrontato anche alla luce del progetto stadio-clinica, pensato non solo come un’opportunità per riequilibrare l’offerta sanitaria tra nord e sud dell’Umbria, ma anche come un intervento di rigenerazione urbana senza precedenti. Secondo i promotori, l’area che ospiterà il nuovo stadio sarà dotata anche di piazze pubbliche riqualificate e servizi sanitari privati convenzionati, capaci di attrarre investimenti e migliorare la qualità dell’assistenza.
Il project manager Sergio Anibaldi ha illustrato i dettagli dell’iniziativa, spiegando come la clinica integrata nello stadio possa coprire il vuoto lasciato dalle cinque strutture convenzionate attive nell’area perugina, mentre il Ternano ne resta completamente privo. Il progetto, inizialmente concepito in project financing e bocciato due volte, potrebbe ora essere recuperato e realizzato con fondi pubblici, in un’ottica di contenimento degli sprechi e valorizzazione degli investimenti già effettuati in nuovi reparti e ristrutturazioni.
Tra i presenti al dibattito anche gli assessori comunali Marco Iapadre e Giovanni Maggi, il vicesindaco Riccardo Corridore e altri rappresentanti dell’amministrazione cittadina, tutti favorevoli a una svolta concreta per dotare Terni di una struttura ospedaliera moderna entro cinque anni.
Francucci ha poi toccato un nodo cruciale: la carenza di personale sanitario. “Concorsi deserti, medici richiamati dalla pensione e numero chiuso gestito male: serve agire con incentivi per attrarre giovani professionisti da fuori regione”, ha dichiarato, sottolineando anche l’urgenza di ridurre i ricoveri impropri e garantire dimissioni più rapide e sicure.
Non sono mancate le polemiche sull’ipotesi della clinica privata, che secondo alcuni critici drenerebbe risorse pubbliche. Francucci ha replicato con una domanda provocatoria: “Solo la clinica di Terni dovrebbe essere un problema? Le cinque attive nel perugino no?”.
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