Un sistema sanitario rinnovato, pubblico e realmente orientato ai bisogni dei cittadini. È quanto chiede la Cgil di Terni a margine della riunione che, giovedì 16 ottobre, ha coinvolto tutte le strutture dell’organizzazione sindacale per fare il punto sulle criticità e le prospettive dei servizi socio-sanitari e assistenziali del territorio.
Secondo il segretario generale Claudio Cipolla, il dibattito in corso tra istituzioni e forze politiche locali rappresenta “un’occasione importante per ridefinire la rete ospedaliera e la qualità dell’assistenza”, partendo da un concetto chiave: la sanità come bene pubblico da tutelare e rafforzare attraverso scelte strategiche e sostenibili.
“Priorità al personale, alla qualità delle cure e alla rete ospedaliera”
“Il territorio ternano ha bisogno di un profondo intervento di qualificazione delle strutture sanitarie”, afferma Cipolla, “non solo dal punto di vista edilizio, ma soprattutto attraverso un piano straordinario di assunzioni, investimenti tecnologici e riorganizzazione delle prestazioni”.
Il sindacato rilancia dunque la centralità di un modello sanitario incentrato su qualità ed efficienza, capace di rispondere non solo alle emergenze ma anche alla presa in carico dei bisogni di cura continui, in un’ottica di integrazione tra ospedali e servizi territoriali.
Focus su Terni, Orvieto e Narni-Amelia
Nel dettaglio, la Cgil individua tre direttrici fondamentali: ospedale di Orvieto: ridefinire la mission della struttura per inserirla in un sistema integrato che valorizzi le specificità del presidio;ospedale Narni-Amelia: accelerare l’avvio dei lavori, con l’obiettivo di realizzare un polo sanitario complementare e sinergico con Terni; ospedale Santa Maria di Terni: avviare un progetto di rigenerazione urbana che valorizzi l’attuale struttura attraverso una nuova realizzazione integrata e riqualificata, evitando il ricorso a finanziamenti privati che, secondo il sindacato, graverebbero nei prossimi anni sul bilancio aziendale, sottraendo risorse ai servizi sanitari.
“Il nuovo ospedale deve essere costruito con fondi pubblici,” ribadisce la Cgil, “e integrarsi con l’attuale struttura, in modo da garantire continuità nelle cure e contenere i costi economici e sociali”.
Sanità pubblica come leva di sviluppo e benessere
La visione proposta dalla Camera del Lavoro di Terni rientra nel più ampio progetto presentato nel 2021 nel documento “Nuovo modello di sviluppo”, che punta a trasformare la città in un polo attrattivo e moderno, anche sfruttando le opportunità offerte dall’Agenda europea 2030–2050.
“Investire nella sanità – afferma Cipolla – significa migliorare complessivamente la qualità della vita, rendendo i territori più coesi, inclusivi e resilienti”. Una prospettiva che richiede una governance pubblica forte, investimenti mirati e la partecipazione attiva dei soggetti sociali.
Una rete da riorganizzare: prevenzione, cura e post cura
Infine, la Cgil sottolinea la necessità di ripensare l’organizzazione dei servizi socio-sanitari-assistenziali sul territorio, rafforzando l’intervento nella prevenzione, nella cura e nel post ricovero, sia in termini di quantità che qualità delle prestazioni, ma anche di integrazione tra ospedale e territorio.
“Non si tratta solo di strutture, ma di persone, competenze, dignità del lavoro e accesso universale alle cure,” conclude Cipolla. “Il confronto politico e istituzionale in corso deve restare focalizzato su questo obiettivo: garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini, con un sistema pubblico forte, qualificato e sostenibile”.
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Io sono sicuro che con sta giunta peruginocentrica sicuramente l’ospedale di terni se va bene vedrà la luce tra 25-30 anni se si mettono in mezzo altri soggetti ci vogliono 50 anni aspetta e spera.
Le perle di saggezza di Cipolla 🧅