“Una sveglia per Valditara”: partiti e associazioni in piazza Solferino contro la riforma della scuola

n piazza Solferino si sono riuniti insegnanti, genitori e cittadini per protestare contro le modifiche volute dal ministro Valditara per il 2025.

Oggi pomeriggio, in piazza Solferino a Terni, si è svolta la manifestazione “Una sveglia per Valditara”, un evento promosso dalla rete “Scuola, cultura, libertà” nell’ambito di una mobilitazione nazionale contro le nuove indicazioni nazionali per la scuola previste dal ministro Giuseppe Valditara per il 2025. Alla protesta hanno partecipato circa 200 persone, tra insegnanti, genitori e cittadini, tutti uniti nella richiesta di una revisione delle nuove linee guida, che secondo i manifestanti rappresenterebbero una rottura con la tradizione pedagogica e democratica della scuola italiana. Si è trattato di una sorta di flashmob che è servito a sensibilizzare la popolazione su quelli che gli organizzatori ritengono aspetti negativi della riforma. Simbolo della protesta, una sveglia, che ciascuno ha portato in piazza.

Le nuove Indicazioni nazionali 2025 volute dal ministro Valditara rappresentano una rottura profonda con la scuola della Costituzione: spariscono parole come intercultura, partecipazione, uguaglianza di genere, sostituite da una visione autoritaria, chiusa e ideologica“, dicono i promotori. “Diciamo  no a una scuola che obbedisce e Si a una scuola che educa alla libertà, alla convivenza, al pensiero critico

Tra gli interventi più significativi, quello dello scrittore e pedagogista Franco Lorenzoni di Casa laboratorio Cenci, che ha ribadito l’importanza di una scuola che sia aperta, libera e capace di educare i giovani al pensiero critico e alla convivenza civile. Lorenzoni ha sottolineato che la scuola non deve solo trasmettere nozioni, ma deve essere un luogo in cui gli studenti possano sviluppare la propria capacità di riflettere e partecipare attivamente alla vita sociale.

Alla manifestazione ha partecipato anche l’assessore regionale all’istruzione, Fabio Barcaioli, il quale ha confermato l’impegno delle istituzioni locali nel sostenere un modello educativo che rispetti i diritti degli studenti e che non comprometta la qualità dell’insegnamento.

La manifestazione di Terni è stata una delle tante che si sono svolte in tutta Italia per protestare contro un cambiamento che i partecipanti temono possa ridurre la libertà educativa e compromettere la diversità di approcci che ha caratterizzato la scuola italiana. Nonostante le critiche, il governo insiste sulla necessità di modernizzare il sistema scolastico, ma la crescente opposizione suggerisce che il dibattito è destinato a continuare.

Redazione

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