Un importante sequestro di 150 grammi di sostanza stupefacente è stato effettuato all’interno della casa circondariale di Terni, nel corso di un’operazione di polizia giudiziaria condotta dal personale della polizia penitenziaria. La droga, hashish, era nascosta all’interno di una cella frigorifera e individuata grazie all’intuito di due agenti della squadra di polizia giudiziaria, con il supporto del reparto di media sicurezza.
L’operazione si inserisce in una serie di attività investigative già avviate dal Ufficio di Polizia Giudiziaria del carcere di Terni. Nei giorni precedenti, gli agenti avevano già portato a termine un altro sequestro di cocaina nascosta in pacchi-dono, apparentemente regolari ma modificati per eludere i controlli. Le indagini si concentrano su un sistema di traffici interni, sospettato di avere legami con la criminalità organizzata e possibili appoggi esterni, tra cui familiari dei detenuti. Questo traffico illecito si alimenterebbe anche attraverso minacce e pressioni verso i detenuti più vulnerabili.
L’episodio ha riacceso i riflettori sulle difficili condizioni operative all’interno del carcere di Terni. Il personale, pur ottenendo importanti successi come questo, è costretto a lavorare in un contesto segnato da sovraffollamento, carenza di organico e frequenti aggressioni. Il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) ha espresso apprezzamento per l’operazione, ma ha sottolineato come questi successi non debbano mascherare le difficoltà strutturali che ancora affliggono il sistema penitenziario.
«Questo risultato non è isolato, ma conferma la dedizione e la professionalità dei colleghi della Polizia Penitenziaria, in particolare degli Uffici di Polizia Giudiziaria che ogni giorno combattono un nemico sempre più sofisticato», ha dichiarato il Sappe. Tuttavia, il sindacato ha evidenziato che, nonostante i successi, la situazione operativa resta pericolosa e insufficiente a garantire la sicurezza del personale.
Il Sappe rinnova quindi le sue richieste alle Istituzioni: «È urgente e non più procrastinabile un potenziamento organico, tecnologico e strutturale degli Istituti Penitenziari», ha affermato la segreteria regionale del sindacato. Solo con un adeguato potenziamento delle risorse e l’introduzione di tecnologie avanzate sarà possibile garantire che il lavoro del personale penitenziario, comprese le operazioni di polizia giudiziaria, venga svolto in condizioni di sicurezza dignitose.
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