Cardinali contro la Regione: “Blocca lo sviluppo di Terni, basta prevaricazioni”

L’assessore allo Sviluppo Economico attacca la giunta regionale: "Nessuna visione politica, si ostacolano i progetti strategici della città"

Sergio Cardinali

«Prendiamo atto che l’argomento più importante su cui si discute in tutta la regione, ovvero il progetto stadio-clinica, non è nemmeno stato inserito all’ordine del giorno dell’Assemblea regionale». Con queste parole l’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Terni, Sergio Cardinali, ha aperto una durissima critica nei confronti della giunta regionale, accusata di ignorare deliberatamente uno dei dossier più rilevanti per il futuro della città.

Secondo Cardinali, «questo silenzio non è casuale, ma frutto della volontà politica di evitare il confronto su un progetto che rappresenta uno dei capisaldi della nuova visione urbanistica e sanitaria di Terni». L’assessore sostiene che si tratti solo dell’ultimo tassello di «un disegno più ampio», dove la Regione, a distanza di un anno dal proprio insediamento, dimostrerebbe di non avere ancora una direzione chiara, né una strategia concreta, e cercherebbe di appropriarsi di risultati che sono invece «il frutto di due anni di lavoro serio e strutturato dell’amministrazione comunale».

Nel suo intervento, Cardinali ha ricordato «il maldestro tentativo della Regione di intestarsi l’accordo di programma con l’Ast», definendolo «una delle operazioni politiche più significative mai condotte da un ente locale», che ha permesso al Comune di Terni di essere il primo in Italia a sottoscrivere un’intesa nazionale su un progetto bloccato da anni, inclusa la messa in sicurezza della discarica comunale.

Non è mancato un affondo anche sulla questione ambientale del quartiere Prisciano. «L’assessore De Luca – ha detto Cardinali – ha cercato di prendersi i meriti di una battaglia portata avanti dal Comune, con ordinanze del Sindaco che hanno prodotto interventi tecnici concreti, riconosciuti dagli stessi abitanti come migliorativi della qualità ambientale».

Altra critica è stata rivolta al progetto di riportare l’università nel centro cittadino. Cardinali ha spiegato che «mentre il Comune di Terni dialoga direttamente con il rettore Maurizio Oliviero e ora con il nuovo rettore Massimiliano Marianelli per rafforzare la presenza accademica in centro, la Regione continua a puntare esclusivamente sul Polo di Pentima, che pur essendo importante per la facoltà di ingegneria e il rapporto con le aziende, non potrà mai diventare una vera cittadella universitaria». I 17 milioni di euro stanziati dalla precedente amministrazione regionale – ha aggiunto – «non bastano per una ristrutturazione integrale dell’area».

Anche sul tema della sanità, Cardinali ha parlato di un atteggiamento ostruzionistico: «Dopo l’accelerazione impressa dal sindaco Bandecchi per la realizzazione del nuovo ospedale, la Regione ha commissionato un inutile e fantomatico studio sull’area idonea a dei professionisti emiliani, solo per rallentare il progetto». Il dato più evidente, secondo l’assessore, è rappresentato dalla ripartizione delle risorse: «1,7 milioni per l’ospedale di Perugia, e appena 500mila euro per quello, ben più vecchio, di Terni».

Una delle denunce più forti riguarda proprio il progetto stadio-clinica. «È stata presentata una denuncia al TAR – ha dichiarato Cardinali – nel tentativo di bloccare l’investimento più importante dopo l’accordo Ast. Così si finisce per tutelare lo strapotere delle cliniche private nella provincia di Perugia e, al tempo stesso, si nega a Terni la possibilità di avere un nuovo stadio».

Infine, l’assessore ha criticato il silenzio istituzionale della Regione sulla chiusura del centro di teleconduzione Enel a Terni. «Solo la Provincia e il Comune hanno alzato la voce – ha detto – ma il prossimo 6 novembre Enel trasferirà tutto in Abruzzo, abbandonando una struttura essenziale per la gestione della sicurezza territoriale». Il Comune chiederà formalmente che l’impianto venga mantenuto in efficienza, insieme alle competenze dei lavoratori, almeno fino al 2029, anno di scadenza delle concessioni.

«Non entro nel merito della vicenda Ater, già chiarita dal collega Giovanni Maggi», ha precisato Cardinali, ma ha concluso con un messaggio politico inequivocabile: «Per cinquant’anni Terni ha subito l’arroganza di una classe dirigente regionale e il silenzio complice degli eletti ternani. Oggi questo non è più accettabile».

L’assessore ha infine avvertito che, se la Regione continuerà con questa politica di contrapposizione «vuota e sterile», Terni potrebbe decidere di guardare altrove. «Costruiremo nuove alleanze con le provinc

Redazione

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Commento da Facebook
10 mesi fa

La destra ha devastato la sanità umbra.

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10 mesi fa

Che aggozzaglia di delinquenti e arroganti

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10 mesi fa

Ex compagno? Bravo l’hai capito un po’ tardi che i comunisti sono una disgrazia.

Commento da Facebook
10 mesi fa

Dove governa la sx è solo semplicemente disastro pdm

Commento da Facebook
10 mesi fa

Ma questo non si vergogna?

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