Il progetto dello stadio e della clinica non è stato accantonato, nè è decaduto. Dall’incontro tra il sindaco Stefano Bandecchi e la presidente della Regione Stefania Proietti, per quanto lo stesso non abbia sortito alcun accordo, non ha sancito la fine del progetto. E’quanto osserva il vicepresidente della Provincia di Terni, Francesco Maria Ferranti, intervenendo sull’argomento e su quella che, a suo dire, è un’opportunità irrinunciabile per il territorio di Terni e dell’Umbria del sud, anche come volano di sviluppo e di nuovi posti di lavoro.
Secondo Ferranti, stadio – clinica diventa un’opportunità fondamentale. “Per di più – fa notare – decretata come di interesse pubblico nel 2021 dal Consiglio comunale di Terni, oltre ad aver occupato, negli ultimi anni, un importante spazio nei processi amministrativi del Comune e della Regione, nei quali non dovrebbe mai venir meno il principio della continuità amministrativa“. Ora invece, proprio questa continuità amministrativa sembra essere minata. “Sembrerebbe di assistere all’emergere del dannoso principio dell’annullamento in modo ideologico di provvedimenti sviluppati dalla precedente amministrazione regionale solo perché di colore politico diverso“. E’ anche emersa con chiarezza, aggiunge il vicepresidente della Provincia, che la Conferenza dei servizi decisoria del 2022 ha espresso “un giudizio che non può, né potrà, essere annullato e che un parere favorevole con prescrizioni di quella Conferenza ha superato, con il riconoscimento dei 142 posti letto per l’area del Ternano, le prescrizioni. Anche se il Tar annullasse la determina, il Comune potrà emetterne una nuova su eventuali indicazioni formulate dalla Regione. L’unico modo con il quale chi governa la Regione potrebbe cassare il progetto sarebbe quello di rivedere il piano dei fabbisogni regionale, eliminando anche i 142 posti letto previsti per il Ternano e l’Umbria sud, cosa che però la stessa presidente Proietti ha responsabilmente dichiarato di non voler fare, consapevole, evidentemente, che questo rappresenterebbe una penalizzazione inaccettabile e ingiustificata”. Dell’incontro tra Bandecchi e la Proietti, dice: “Emerge che in nessun modo questa progettualità è stata messa da parte, anzi è stato un incontro interlocutorio molto utile, perché la presidente della Regione, per sua stessa ammissione, è venuta a conoscenza di procedure amministrative e di atti dei quali non era informata, poiché i tecnici della Regione evidentemente non glieli avevano opportunamente presentati. Al contempo appare singolare che il rappresentante legale della Regione abbia firmato un ricorso al Tar con una conoscenza parziale delle procedure“.
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Fate l ospedale pubblico non la clinica privata
È il centrodestra ternano che è morto…. da anni. E su stadio clinica state più nascosti dei consiglieri regionali ternani