La teleconduzione di Villa Valle da oggi è chiusa: “Sfumate dieci potenziali assunzioni”

Cisl Umbria e Flaei Cisl denunciano la riorganizzazione Enel: meno occupazione, meno peso strategico per il territorio e rischio di marginalizzazione per l’Umbria

Dal 6 Novembre, il Posto di Teleconduzione di Enel Green Power a Villa Valle ha cessato ufficialmente la sua attività, venendo accorpato al nuovo centro di Montorio al Vomano, in provincia di Teramo. Una decisione che, pur non comportando esuberi grazie a un accordo tra azienda e sindacati, viene duramente criticata da Cisl Umbria e Flaei Cisl Umbria, che parlano di perdita di centralità per il bacino idroelettrico dell’Umbria e di una più ampia crisi istituzionale.

Riccardo Marcelli, segretario della Cisl Umbria, e Ciro Di Noia, segretario generale della Flaei Cisl Umbria, evidenziano che il Nucleo Idroelettrico di Terni, con i suoi 527 MW di capacità installata, rappresenta da un secolo un pilastro del sistema elettrico nazionale, con un’articolazione produttiva composta da 16 centrali, 7 dighe e 3 bacini in grado di regolare i fiumi Tevere, Nera e Velino, estendendosi su quattro province: Terni, Perugia, Rieti e Macerata.

La razionalizzazione di Enel Green Power, presentata come un’evoluzione tecnologica con l’accentramento del controllo a Montorio al Vomano – descritto dall’azienda come un esempio di infrastruttura all’avanguardia con oltre 100 impianti e 32 grandi dighe sotto monitoraggio continuo – non convince i sindacati umbri. “In Abruzzo politica e istituzioni possono essere soddisfatte. In Umbria no”, commentano Marcelli e Di Noia, puntando il dito contro l’indebolimento strategico del territorio.

A Terni non si registrano licenziamenti, ma nemmeno nuove opportunità. Secondo le organizzazioni sindacali, dieci potenziali assunzioni giovanili sono sfumate, con un impatto negativo su un’area che già vede emigrare numerosi giovani lavoratori. Una perdita indiretta ma concreta, sottolineano, che contribuisce ad alimentare un circolo vizioso di spopolamento e impoverimento del tessuto produttivo e sociale.

Il trasferimento del centro di controllo, secondo Cisl e Flaei, non è solo una questione tecnica o occupazionale. È la spia di un processo più ampio di ridimensionamento politico e istituzionale, che passa attraverso scelte unilaterali e l’assenza di confronto costruttivo con i territori coinvolti. Il sistema idroelettrico dell’Umbria, denunciano i sindacati, oggi “conta meno”, mentre si attende ancora chiarezza sull’annunciato Disaster Recovery Nazionale, mai realmente approfondito.

Cisl Umbria e Flaei Cisl, infine, ribadiscono la loro contrarietà all’allineamento al modello Enel, che secondo loro comporta una perdita di professionalità e un indebolimento della sicurezza idraulica dell’intera area. In un contesto di crisi industriale profonda, come confermato dai dati dell’Istituto Tagliacarne e Unioncamere, che indicano la provincia di Terni come ultima in termini di performance manifatturiera, la vicenda del Posto di Teleconduzione rappresenta un ulteriore segnale di allarme.

Il sindacato richiama le istituzioni umbre a un’assunzione di responsabilità: “Serve recuperare il senso della buona politica, il rispetto dei ruoli e il servizio al bene pubblico”, ammoniscono. Altrimenti, si corre il rischio di un progressivo svuotamento delle istituzioni e di un depauperamento dei centri strategici, con una perdita irreversibile di peso politico per l’intera regione.

Redazione

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