Il Comune di Terni: “Sul ricorso stadio-clinica è stata la Regione a chiedere di non discutere la sospensiva”

Precisazioni da palazzo Spada su una vicenda che continua far discutere

La sospensiva non c’è perché la Regione, tramite i suoi legali, ha chiesto di non esaminarla. Precisazione che arriva dal Comune di Terni, in un comunicato diffuso, il primo ufficiale, dopo l’udienza del Tar del 18 novembre riguardo al ricorso della giunta regionale nei confronti della determina dirigenziale del Comune di Terni che costituiva un‘autorizzazione a procedere per la realizzazione del nuovo stadio Liberati e della nuova clinica. Palazzo Spada arriva con le sue precisazioni, dopo quanto detto dall’avvocatura della Regione, decidendo di dare le propria versione, a fronte di dichiarazioni e ricostruzioni dei fatti definite come “fuorvianti” e “non corrispondenti alla realtà“.

In base a quanto afferma il Comune, la mattina del 18 novembre sono stati i legali della Regione a chiedere di non esaminare la sospensiva. Il Comune ne ha preso atto, avendo l’interesse a mantenere l’efficacia dell’atto che di fatto autorizza due infrastrutture fondamentali sia per lo sport che per la sanità. “In sede di Tar non è in discussione la legalità degli atti, ma casomai la loro legittimità. Non si tratta di una questione formale ma sostanziale, in quanto mai nessun atto è stato assunto dal Comune di Terni in maniera arbitraria“. A palazzo Spada si dichiarano convinti che il 27 gennaio 2026, quando ci sarà l’udienza nel merito, le ragioni della città prevarranno, in quanto la determina dirigenziale è un atto conseguenziale alla conferenza decisoria e alle successive deliberazioni della Regione che ha riconosciuto all’Usl Umbria 2 ottanta posti letto. Sulla data scelta dal Tar per l’udienza nella quale deciderà, il Comune se ne prende i meriti: “E’ stata chiesta la prima data utile, in quanto è interesse del Comune non perdere ulteriore tempo, dato che l’attuale stadio è vetusto e, a breve, potrebbe avere problemi a superare le nuove certificazioni di idoneità statica“. Si ribadisce il danno dato dal passare del tempo. “Per la città di Terni, ma anche per gli investitori, che da mesi sono pronti a finanziare un’opera per un importo di decine di milioni di euro e che hanno quantificato una perdita di 80 milioni di euro per ogni giorno di ritardo“.

Redazione

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