Szalay e la mascolinità tossica: sala piena ad Umbria Libri per il vincitore del Bookers Prize

A Terni la prima tappa italiana del vincitore del Booker Prize: una riflessione potente sulla fisicità, la mascolinità e l’identità europea

Incontro con Szalay

Sala gremita e pubblico attento alla Biblioteca Comunale di Terni, nel tardo pomeriggio di sabato 29 novembre, per l’evento clou di Umbria Libri 2025: la presentazione italiana di “Nella carne” l’ultimo romanzo di David Szalay, autore canadese di origini ungheresi in rampa di lancio, ma soprattutto fresco vincitore del Booker Prize, uno dei riconoscimenti letterari più prestigiosi a livello internazionale.

Proprio in sede di presentazione di Umbri Libri, il direttore dell’evento Nicola Lagioia, ha spiegato che che lo aveva invitato già prima del recente successo mondiale. Ad accompagnare Szalay sul palco è stato lo scrittore Francesco Pacifico, in una conversazione in lingua inglese con traduzione simultanea, che ha catturato l’attenzione dei lettori e addetti ai lavori.

Il romanzo, premiato con la motivazione di essere “un’opera senza paragoni”, è al centro di un intenso dibattito culturale internazionale. Con “Nella carne”, Szalay esplora la fisicità dell’esistenza umana come chiave narrativa: violenza, sessualità e morte si intrecciano alla vita del protagonista Istvan, che si muove dall’Ungheria alla Londra contemporanea sullo sfondo dei trasformazioni politiche e sociali europee degli ultimi quarant’anni.

«Volevo raccontare la vita come esperienza fisica, senza offrire risposte morali sul protagonista», ha spiegato Szalay durante l’incontro. Il romanzo, infatti, lascia volutamente aperti i giudizi su temi come la mascolinità tossica, l’ambiguità morale e la complessità emotiva. Lo stesso autore ha rivelato di non aver seguito una scaletta, ma di essersi affidato alla spontaneità dell’evoluzione del personaggio, costruendo la narrazione con uno stile essenziale, volto a trasmettere intensità emotiva con il minor numero di parole possibile.

Pacifico ha definito il libro «avvincente, coinvolgente e profondo», capace di creare un’intimità unica con il protagonista pur mantenendo una struttura narrativa tesa e sorprendente.

Particolare attenzione è stata riservata alle reazioni critiche e culturali ricevute dal libro nel mondo anglosassone, dove ha generato un vivace dibattito attorno al concetto di mascolinità. Szalay ha ammesso: «Non mi aspettavo queste reazioni. Non volevo scrivere un saggio sul tema, ma sono felice che in molti abbiano capito il mio intento: proporre un’esperienza di lettura nuova, senza mai sacrificare il piacere di leggere».

Redazione

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