Canone basso e niente manutenzione, L’Astrolabio critica il bando per il palazzo Comunale di Collescipoli

Presa di posizione dell'associazione: "Un bene storico trattato da vuoto a perdere"

L’antico palazzo comunale di Collescipoli praticamente svenduto. Trattato come un vuoto a perdere, in barba al valore storico che racchiude, anche nelle opere d’arte all’intero conservate. Il Comune di Terni pubblica il bando per affidare a privati la sala consiliare, l’antica prigione della Larga e i locali del secondo piano dello stabile. L’aggiudicatario verserà 1.500 euro annui di canone e non si parla di onere di manutenzione. Questo suscita la rabbia dell’associazione L’Astrolabio, collescipolana. Per la conservazione dell’antico palazzo, in primavera erano state raccolte più di 300 firme nel borgo, nell’intento di allontanare l’ipotesi di trasformarlo in un Bad and breakfast. Di fatto, il Bad and breakfast non si farà, come aveva assicurato ai colescipolani il vicesindaco di Terni Riccardo Corridore. Ma l’affidamento a privati, con un bando rivolto principalmente ad associazioni e soggetti di promozione culturale, viene fatto non tenendo conto del reale valore dell’immobile.

VIA LA SEDE DEI VIGILI. Un altro aspetto, legato ai timori dell’associazione, è legato alla sede distaccata della Poliza locale, che è proprio nei locali del palazzo che verranno affidati tramite bando. L’Astrolabio si domanda dovre verrà spostata questa sede, ricordando l’importanza di un presidio della Polizia locale in un borgo spesso caratterizzato da furti e atti vandalici. “Analizzando l’articolato del bando – sostengono dall’associazione – siamo rimasti allibiti perché colui che prenderà in concessione i prestigiosi locali, anziché essere obbligato a portare avanti una seria valorizzazione del bene, pagherà per 50 anni la miseria cifra di 1500 euro + Iva all’anno (quando per il Chiostro di Santa Cecilia si richiedono 2900 euro al mese) e non è dettagliato l’obbligo di ristrutturare la facciata, l’antico orologio, il portone, il sistema di allarme e altro. In pratica il concessionario potrebbe non eseguire nessuna delle opere più importanti. Dispiace constatare che un palazzo comunale, simbolo della storia di un borgo, sia trattato come un vuoto a perdere, senza comprenderne la sua storia ed il valore per la sua comunità“.

Redazione

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