Il bando per l’affidamento di alcuni locali dell’antico palazzo comunale di Collescipoli continua a sollevare dubbi e perplessità. C‘è stata la presa di posizione forte da parte dell’associazione L’Astrolabio, molto critica sulle modalità e ad essa si aggiunge l’interrogazione che Guido Verdecchia ha presentato al Consiglio comunale. L’attuale esponente del gruppo misto da poco uscito dalle file della maggioranza dove era capogruppo di Alternativa popolare, chiede il ritiro in autotutela dell’atto.
Fa riferimento a “gravi criticità di natura funzionale, conservativa ed economica” che emergerebbero dall’analisi tecnica dei documenti. Prima di tutto, il fatto che i locali da dare in concessione sono non contigui e sono distanti tra loro, visto che la sala consiliare è al piano terra e l’ex appartamento del podestà è al secondo. In più, lì dentro ci sono affreschi seicenteschi di alto valore artistico e all’ultimo piano è custodito l’archivio storico con documentazione dal 1429 al 1927. Affidare i locali a terzi significherebbe, secondo Verdecchia, esporre tutte queste cose al rischio di non essere tutelate. A cominciare con le opere d’arte che potrebbero deteriorarsi se non venisse prevista una loro manutenzione o una loro conservazione. C’è poi un altro tema, legato al fatto di aver indetto il bando per assegnare i locali prima che la Soprintendenza si sia pronunciata in modo definitivo sui vincoli. L’atto, secondo Verdecchia, è basato su presupposti errati che mettono a repentaglio l’integrità del bene. Per di più, manca la clausola per garantire la continuità della sede distaccata della Polizia locale. Verdecchia, oltre al ritiro in autotutela del bando, chiede anche la sospensione di qualunque procedura fino al pronunciamento della Soprintendenza regionale.
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