Un successo virale senza precedenti: l’Amaronno, il liquore alle erbe ispirato al finto santone Padre Maronno, ha conquistato il pubblico in poche ore, diventando un vero e proprio fenomeno di culto. Creato grazie alla fusione tra la comicità dissacrante di Maccio Capatonda (al secolo Marcello Macchia) e la tradizione liquoristica dell’Umbria, l’Amaronno ha sorpreso tutti, conquistando cuori e palati in un batter d’occhio.
La sua realizzazione è il frutto del liquorificio Vallenera, una eccellenza del territorio ternano gestita da Maurizio Cappelletti, situata in strada di Piedimonte a Terni. Maccio Capatonda, per il suo progetto, ha puntato su un prodotto artigianale e di alta qualità che fosse rappresentativo della tradizione erboristica umbra. E la risposta dell’Umbria è stata pronta: un liquore naturale, infuso con erbe, radici e fiori autoctoni, che ha dato vita a un amaro un po’ più dolce e meno “maschilista” rispetto ai classici della categoria, pensato per conquistare tutti, proprio come le sue gag esilaranti.
A caratterizzare ulteriormente il successo dell’Amaronno è l’etichetta, che ritrae il celebre santone stilizzato diventato un’icona del web grazie alle gag virali del personaggio di Padre Maronno. Ma non è solo il marketing a fare la differenza: il liquore è stato accolto con entusiasmo anche nei templi sacri della musica umbra, come durante l’Umbria Jazz, dove l’Amaronno ha già dimostrato il suo enorme potenziale. Il suo successo ha travolto ogni previsione, con la vendita online che ha visto mille bottiglie sparire in poche ore, tanto che il sito registrava il sold out prima ancora di cena.
“È stata una grande soddisfazione poter lavorare a questo progetto”, hanno commentato i rappresentanti dell’azienda Vallenera a Il Corriere dell’Umbria, testimoniando il risultato straordinario della collaborazione. Un successo che ha spinto Capatonda a lanciare ulteriori prodotti in collaborazione con Vallenera, come l’amaro ‘Cenere’ e un ‘Gin’.
Per chi non è riuscito a mettere le mani sull’Amaronno durante il primo round di vendite, c’è una buona notizia: le scorte stanno per essere rifornite e la vendita online riprenderà a gennaio 2026.
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