Le pale eoliche vicino Orvieto si faranno, via libera anche dal Consiglio di Stato

E' sufficiente il silenzio assenso della Regione, insorge pure Italia Nostra della Toscana

Pale eoliche da installare in una zona di interesse paesaggistico e di alto valore storico. Il Consiglio di stato ne dispone il via libera. Si faranno, nonostante il parere negativo in Conferenza dei servizi della competente Soprintendenza. Il Governo autorizza così la realizzazione di 7 pale alte oltre duecento metri tra Orvieto e Castel Giorgio, su parere del Consiglio di Stato e attraverso la procedura del silenzio assenso. A Orvieto, da parte degli ambientalisti, è polemica. Dopo un ricorso al Tar da parte di Rwe Renewables Italia giudicato inammissibile per tentare di impugnare il progetto denominato Orvieto Phobos, anche il secondo grado della giustizia amministrativa ha confermato l’orientamento. Conta, dunque, il silenzio assenso della Regione.

Regole chiare e non libero arbitrio

La questione è sollevata ora anche dal presidente di Italia Nostra della Toscana, vale a dire Francesco Pratesi, con un parere mandato al Corriere della Sera e pubblicato dallo stesso quotidiano. Secondo Pratesi, il caso di Orvieto dimostra come la transizione energetica stia rischiando di sfuggire al governo pubblico del territorio. “A mio avviso – spiega – il punto non è essere a favore o contro le energie rinnovabili. Le rinnovabili sono necessarie, ma non possono essere lasciate al libero arbitrio dei privati, né affidate a procedure automatiche quando incidono su beni non riproducibili né spostabili altrove“. Paradossale, secondo Pratesi, è come molti impianti vengano spesso autorizzati in aree lontane dai principali centri di consumo e, in diversi casi, anche caratterizzate da una ventosità modesta. “Orvieto – afferma il presidente di Italia Nostra Toscana – rischia di diventare un precedente. Domani potrebbero esserlo altri territori unici. La transizione energetica ha bisogno di regole chiare, di aree realmente idonee e di istituzioni che esercitino fino in fondo il loro ruolo. Perché gli impianti si possono spostare. I paesaggi, una volta compromessi, no“.

Redazione

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