L’ex discarica di Papigno muore nel degrado: “Dove è finita la bonifica promessa?”

Sandro Piccinini denuncia l'abbandono dell'area dell'ex stabilimento chimico, sito inquinato ancora senza bonifica nella Valnerina ternana

L’ex discarica di Papigno versa in uno stato di totale abbandono a 21 anni dalla chiusura. Sandro Piccinini, esponente del Partito Democratico, ha denunciato la situazione dell’area dell’ex stabilimento chimico nella frazione ternana, chiusa con ordinanza comunale nel giugno 2005 e oggi ridotta, secondo le sue parole, a una “foresta” incolta. Il sito è inserito tra i SIN (Siti di Interesse Nazionale) per il rilevante inquinamento del sottosuolo, ma nessuna bonifica promessa si è concretizzata.

Dal campo sportivo all’incuria totale

“Era il mese di giugno del 2005 quando, con un’ordinanza comunale, venne chiusa l’ex discarica dell’ex stabilimento chimico di Papigno”, ricorda Piccinini nella sua denuncia. L’area, molto vasta, era stata riqualificata dopo la chiusura: ospitava un campo sportivo in fondo sterrato dove si disputavano partite di calcio, uno spogliatoio, uno spazio multifunzionale e un parco giochi.

“Erano stati realizzati un campo sportivo e uno spogliatoio: tante le partite di calcio disputate su quel fondo sterrato. Era presente anche uno spazio multifunzionale, un parco giochi e il monumento realizzato dall’indimenticabile Gianni Manzini in ricordo di Spadoni”, ha dichiarato l’esponente Pd. Era presente anche un monumento commemorativo dedicato a Spadoni, opera di Gianni Manzini.

“Poi, però, tutto è andato in malora: un vero peccato”, ha aggiunto Piccinini, sottolineando come “dopo 21 anni, di quel campo e di quella storia non è rimasto nulla, se non tanta amarezza e tristezza”.

Bonifica promessa ma mai realizzata

Nel corso degli anni sono stati presentati diversi progetti di bonifica per il sito, senza che nessuno giungesse a compimento. “Nel corso di questi anni sono stati presentati diversi progetti per la bonifica di questo sito, inserito tra l’altro nei SIN, proprio perché sotto quell’area è presente un inquinamento rilevante”, ha spiegato Piccinini.

La responsabilità della bonifica dovrebbe ricadere sui responsabili dell’inquinamento. “Un problema che avrebbe dovuto essere risolto da chi ne era stato responsabile”, ha precisato l’esponente democratico, aggiungendo: “Si è parlato di risorse messe a disposizione dal Ministero dell’Ambiente, ma fino ad oggi nulla è andato a buon fine”.

Il sito rimane tra i Siti di Interesse Nazionale per la contaminazione del sottosuolo, ma le risorse del Ministero dell’Ambiente annunciate non hanno prodotto risultati concreti.

Recenti lavori nelle zone limitrofe

“In questi giorni, sotto le mura perimetrali del vecchio castello, la vegetazione infestante è stata ripulita dalla ditta che sta seguendo i lavori di consolidamento in via del Belvedere e da quella incaricata di liberare i fili dell’alta tensione, anch’essi invasi dalla vegetazione”, ha fatto sapere Piccinini.

Gli interventi nelle aree adiacenti al castello di Papigno hanno interessato anche i lavori di consolidamento in via del Belvedere e la pulizia dei fili dell’alta tensione.

L’appello per la Valnerina ternana

“Chissà se, insieme a tutto questo, i cittadini di Papigno avranno finalmente la possibilità di vedere almeno ripulita l’ex discarica, ormai diventata una foresta, e magari anche bonificata”, si è chiesto Piccinini. L’esponente Pd ha concluso: “Siamo sempre più convinti che questo spazio potrebbe rappresentare una risorsa importante per lo sviluppo di tutta la zona della Valnerina ternana”.

La denuncia sottolinea come il recupero dell’area non sia solo una questione di decoro urbano, ma un’opportunità di sviluppo per l’intero territorio della Valnerina ternana. Dopo oltre due decenni dalla chiusura, i cittadini di Papigno attendono ancora interventi concreti di pulizia e bonifica.

Redazione

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