Lo scontro politico sul cantiere dell’ex municipio di Collestatte si infiamma con botta e risposta tra il Partito Democratico locale e il vicesindaco di Terni Riccardo Corridore. Dopo le accuse di immobilismo mosse dal circolo Pd, l’amministrazione comunale ha replicato con una nota dettagliata sulle modalità di gestione dell’intervento, che ha visto l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia nel ruolo di committente. La polemica si concentra sui tempi di erogazione dei fondi e sui ritardi accumulati dal cantiere, con nove mesi di fermo lavori che hanno alimentato le critiche della minoranza.
Il vicesindaco Corridore ha risposto punto per punto alle contestazioni del Pd, chiarendo la natura e la gestione dell’intervento sull’edificio. “L’intervento, prima del nostro insediamento, era ormai da tempo sostanzialmente fermo e invece con noi è diventato una priorità”, ha dichiarato Corridore, sottolineando come sia “fuorviante e poco onesto accusare l’amministrazione attuale dei pesanti ritardi accumulati dalle precedenti giunte”.
La questione della proprietà condivisa dell’immobile emerge come elemento centrale della vicenda. L’edificio appartiene congiuntamente all’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, al Comune di Terni e ad alcuni privati, con la quota comunale destinata a sede decentrata. Il vicesindaco ha precisato che il Comune svolge funzioni di “verifica e controllo dell’intervento per la parte pubblica e di erogatore delle rate di finanziamento anche per la parte privata”.
Sul fronte economico, Corridore ha fornito un quadro dettagliato: l’intervento è stato finanziato con 717.203 euro attraverso due canali, uno pubblico e uno privato. L’amministrazione, ha rivendicato il vicesindaco, “si è adoperata per anticipare l’ultima rata di pagamento con un’anticipazione di cassa in attesa di poter ricevere il rimborso da parte della Regione”, permettendo all’impresa di completare i lavori residui entro tre settimane dall’erogazione dei fondi alla Curia.
La replica sarcastica del Pd
La replica del Pd non si è fatta attendere. Massimo Leopoldi, segretario del circolo locale, ha utilizzato toni sarcastici per controbattere: “Ringraziamo il vicesindaco che, dopo essersi finalmente documentato, ha saputo finalmente che i lavori non sono conclusi”. Leopoldi ha accusato l’amministrazione di aver confermato involontariamente le critiche dem: “I lavori anche sulla parte di immobile di proprietà comunale sono stati interamente finanziati dalla Regione Umbria con i fondi terremoto, ed il comune doveva gestire la partita finanziaria di giro per far marciare il cantiere”.
Il nodo della questione, secondo il segretario democratico, risiede nei tempi dell’anticipazione di cassa: “L’anticipazione di cassa che il comune ha fatto ieri avrebbe dovuto farla un anno fa. Non avremmo avuto nove mesi di fermo cantiere“. La chiusa di Leopoldi è polemica: “Tanto è sempre la stessa solfa: Collestatte per questa giunta non è una priorità“.
Il confronto tra le due posizioni evidenzia visioni contrapposte sulla gestione amministrativa. Da un lato il vicesindaco rivendica l’attenzione dell’amministrazione attuale e la complessità di un intervento che coinvolge più soggetti, dall’altro il Pd sottolinea i ritardi operativi che avrebbero potuto essere evitati con una gestione più tempestiva dei flussi finanziari.
La stazione appaltante Arcidiocesi di Spoleto-Norcia ha ricevuto le risorse secondo le modalità previste dalla normativa regionale, con il Comune nel ruolo di ente accreditante. Corridore ha offerto al circolo Pd ulteriori spiegazioni tecniche, auspicando un confronto “su un piano tecnico e sostanziale e non su quello della mera strumentalizzazione politica”.
Il cantiere dell’ex municipio di Collestatte resta quindi al centro del dibattito politico territoriale, con posizioni che appaiono distanti sulla valutazione dell’operato amministrativo e sull’effettiva priorità riservata alla frazione nella pianificazione comunale.
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