Lorenzo Barone riparte e lancia “La via della sabbia”: 4000 chilometri in bici dalla Guyana alla Bolivia

L'esploratore umbro di San Gemini prosegue il progetto Dust attraversando il Sud America su due ruote prima di navigare i fiumi amazzonici

Dopo 37 giorni di navigazione solitaria attraverso l’oceano Atlantico, Lorenzo Barone si prepara ad affrontare la terza tappa del progetto Dust – La Via della Sabbia. Il 28enne di San Gemini ha annunciato sui propri canali social l’inizio della fase amazzonica, che lo vedrà percorrere circa 4000 chilometri in bicicletta dalla Guyana francese fino alla Bolivia, attraversando l’interno del continente sudamericano.

L’esploratore umbro ha raccontato i giorni successivi allo sbarco in Guyana francese: “Negli ultimi 9 giorni ho dormito in barca, legato al molo dei pescatori, mangiando le scorte di cibo rimaste a bordo”. Il ritorno alla connessione internet dopo oltre un mese di isolamento oceanico ha portato con sé una valanga di incombenze burocratiche, messaggi, chiamate ed email che hanno messo a dura prova Barone, al punto da confessare di aver desiderato in più occasioni di “riprendere a remare verso il largo per sparire tra le onde dell’Oceano”.

Dal container alla foresta: la logistica dell’impresa

La barca a remi con cui Lorenzo Barone ha attraversato l’Atlantico è stata finalmente spedita verso l’Europa tramite container, dopo che tutti i problemi logistici sono stati risolti. L’imbarcazione è stata prelevata con un camion dotato di gru, permettendo all’esploratore di concentrarsi sulla fase successiva del viaggio. Dopo una notte trascorsa in amaca nella foresta, Barone ha acquistato a Cayenne una semplice bicicletta con cui spera di coprire i circa 4000 chilometri che lo separano dalla Bolivia.

L’itinerario prevede di raggiungere la zona compresa tra Boa Vista e Caracarai, dove l’esploratore intende procurarsi una piroga tradizionale per navigare i fiumi amazzonici. Il percorso ciclistico servirà anche a recuperare la muscolatura persa durante le settimane di navigazione oceanica, con l’obiettivo di completare i 1700 chilometri iniziali in un paio di settimane.

Modifiche al piano: verso un’opzione più selvaggia

Confrontandosi con alcuni pescatori brasiliani, Lorenzo Barone ha scoperto criticità legate ai fiumi che inizialmente intendeva navigare in canoa. L’esploratore sta quindi valutando “un’opzione molto più selvaggia ma senza rischi legati a criminalità e pirateria”, come ha spiegato sui social. Questa modifica al piano originale testimonia la necessità di adattamento continuo che caratterizza le spedizioni estreme in ambienti remoti e potenzialmente pericolosi.

L’avventura di Barone può essere seguita attraverso il segnale del geolocalizzatore, che permette di tracciare in tempo reale gli spostamenti dell’esploratore umbro. Il 28enne ha avvertito i propri followers che non sa quando pubblicherà nuovamente aggiornamenti, concentrandosi sulla preparazione fisica e logistica necessaria per affrontare la porzione amazzonica del progetto.

Il progetto Dust: quattro spedizioni in una

Dust – La Via della Sabbia rappresenta il progetto più complesso mai immaginato da Lorenzo Barone, frutto di un anno e mezzo di lavoro dedicato a pianificazione, burocrazia, allenamenti e logistica. L’obiettivo ambizioso consiste nell’attraversare il Sahara, l’Atlantico, l’Amazzonia e le Ande interamente e consecutivamente a propulsione umana, tutte senza supporto esterno, seguendo simbolicamente il viaggio delle polveri sahariane che fertilizzano la foresta amazzonica.

La Regione Umbria e l’Arpa hanno manifestato il proprio supporto all’impresa, annunciando di voler studiare scientificamente il viaggio delle polveri sahariane durante la missione. La presidente Stefania Proietti ha sottolineato come grazie al coraggio di Barone “l’Umbria arriva lontanissimo”, riconoscendo il valore rappresentativo dell’impresa per il territorio.

La preparazione del progetto ha richiesto una pianificazione infinita, dalla scelta dell’attrezzatura alla barca a remi acquistata usata per contenere i costi. Barone ha preparato l’imbarcazione con l’aiuto di Matteo, un collaboratore della sua zona che lo ha supportato nell’installazione dell’impianto elettrico di bordo, un lavoro che da solo sarebbe stato impossibile realizzare.

Redazione

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