La Provincia di Terni a due velocità sul fronte della densità imprenditoriale. I dati dello “Scettro dell’Imprenditorialità” 2025, elaborati sulla base delle imprese attive al 31 dicembre 2025 dalla Camera di Commercio dell’Umbria, fotografano una provincia dove la vocazione a fare impresa varia significativamente da comune a comune, con divari che superano il 60% tra le eccellenze e i territori in maggiore difficoltà.
Tra i comuni della provincia ternana con oltre 10mila abitanti, la performance migliore è quella di Orvieto, che con 10,1 imprese attive ogni 100 abitanti si posiziona al quarto posto della graduatoria regionale, ex aequo con Assisi. Un risultato che colloca la città della Rupe tra le realtà più dinamiche dell’Umbria in termini di vocazione imprenditoriale.
Diversa la situazione del capoluogo Terni, che con 8,2 imprese ogni 100 abitanti si colloca nella parte bassa della classifica regionale tra i comuni sopra i 10mila residenti, al penultimo posto insieme a Corciano. La densità imprenditoriale ternana risulta inferiore alla media umbra di 9,1 imprese ogni 100 abitanti e anche alla media nazionale di 8,5.
Gli altri due centri significativi della provincia mostrano dati contrastanti: Narni registra 8,3 imprese ogni 100 abitanti, mentre Amelia si ferma a 7,9, posizionandosi al penultimo posto nella graduatoria regionale dei comuni maggiori.
I piccoli comuni: difficoltà diffuse
L’analisi dei comuni tra 2mila e 5mila abitanti evidenzia le maggiori criticità della provincia ternana. Ben quattro dei cinque comuni in coda alla graduatoria regionale appartengono al territorio ternano: Attigliano risulta ultimo con appena 6 imprese ogni 100 abitanti, seguito da San Gemini (6,7), Stroncone (7,6) e Castel Viscardo (7,9).
Il divario con le eccellenze umbre è eclatante: Norcia, prima in questa fascia con 15,1 imprese ogni 100 abitanti, mostra una densità imprenditoriale superiore del 151,7% rispetto ad Attigliano. Anche confrontando con la media provinciale perugina, i piccoli comuni ternani evidenziano performance significativamente inferiori.
Un territorio da rilanciare
I dati dello “Scettro dell’Imprenditorialità” delineano un quadro articolato per la provincia di Terni. Se da un lato Orvieto dimostra di possedere un tessuto imprenditoriale vivace e competitivo a livello regionale, dall’altro il capoluogo e i comuni minori mostrano difficoltà strutturali nel generare nuova impresa.
La provincia ternana, nel complesso, presenta una densità imprenditoriale inferiore rispetto a quella perugina, con particolare criticità nei centri di minori dimensioni. Il fenomeno appare trasversale e richiede attenzione: su 77.777 imprese attive in Umbria (a fronte di 90.231 registrate), il territorio ternano contribuisce in misura proporzionalmente inferiore al proprio peso demografico.
Il confronto tra imprese registrate e imprese effettivamente attive evidenzia come la sfida non sia solo quella di incentivare nuove iscrizioni camerali, ma soprattutto di sostenere la sopravvivenza e lo sviluppo delle attività esistenti, particolarmente nei comuni di piccole e medie dimensioni dove il tasso di mortalità d’impresa appare più elevato.
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