Terni, sottoscritto patto educativo contro il disagio giovanile

Istituzioni, scuole e forze dell'ordine unite per la prevenzione del malessere adolescenziale: nasce una rete di supporto coordinata

Una riunione in Prefettura ha sancito la nascita di un’alleanza territoriale contro il disagio giovanile. L’incontro ha visto la partecipazione di numerose istituzioni locali, dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minori ai vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, fino ai rappresentanti del mondo scolastico, universitario, sanitario e religioso. L’obiettivo condiviso è la sottoscrizione di un Patto educativo finalizzato a costruire strategie di prevenzione efficaci e durature a sostegno delle nuove generazioni.

Alla tavola rotonda hanno preso parte i rappresentanti dell’Università degli Studi di Perugia, del Dipartimento Giustizia minorile e di comunità del Ministero della Giustizia, del Comune di Terni, delle Diocesi di Terni, Narni, Amelia e di Orvieto-Todi. Hanno partecipato anche la USL Umbria 2, l’Ufficio scolastico provinciale e l’ANCI, a conferma della volontà di coinvolgere tutti gli attori del territorio.

Un elemento distintivo dell’iniziativa è stata la presenza della componente studentesca. La Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti ha portato la voce diretta dei ragazzi, affiancata dalla Presidente del Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola e dall’Associazione Genitori Terni. Questa partecipazione attiva dei giovani rappresenta un segnale importante di coinvolgimento diretto dei destinatari delle politiche di prevenzione.

Il documento condiviso, già illustrato in una precedente riunione, prevede la realizzazione di iniziative coordinate che coinvolgano in modo sinergico istituzioni locali, comprese quelle religiose, il sistema scolastico e le Forze dell’ordine. L’obiettivo è creare una rete di supporto capace di intercettare tempestivamente le situazioni di fragilità e di promuovere percorsi educativi e di inclusione sociale.

Il Prefetto ha sottolineato l’importanza della sensibilità manifestata da tutti i partecipanti, evidenziando la disponibilità comune a costruire una rete di protezione per i più giovani. “Il contrasto al disagio giovanile non può essere affidato a interventi episodici, ma richiede un’alleanza stabile tra istituzioni, scuola, famiglie, realtà associative e studenti”, ha dichiarato.

L’approccio metodologico alla base del Patto educativo provinciale punta a superare la frammentazione degli interventi. La strategia si fonda sulla collaborazione permanente tra i diversi soggetti istituzionali e sociali, con l’obiettivo di mettere al centro i giovani attraverso ascolto, prevenzione e responsabilità condivisa.

“Con il Patto educativo provinciale intendiamo costruire un modello di collaborazione permanente che metta al centro i nostri giovani, promuovendo ascolto, prevenzione e responsabilità condivisa”, ha aggiunto il Prefetto, specificando che occorre rafforzare il senso di comunità e offrire ai ragazzi opportunità concrete di crescita e prospettive per il futuro.

L’iniziativa rappresenta un cambio di paradigma nelle politiche giovanili territoriali, passando da interventi frammentari a un sistema integrato di supporto. La presenza congiunta di autorità giudiziarie minorili, forze di polizia, operatori sanitari, educatori e rappresentanti religiosi delinea un approccio multidisciplinare alla complessità del malessere adolescenziale.

La rete di supporto prevista dal patto mira a identificare precocemente i segnali di disagio, intervenendo prima che le situazioni di fragilità si aggravino. Il coinvolgimento delle diocesi testimonia la volontà di valorizzare anche il ruolo delle comunità religiose nei percorsi educativi, riconoscendo la loro presenza capillare sul territorio.

Redazione

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