Un agente di polizia penitenziaria è stato vittima di un accoltellamento alla mano nel carcere di Terni nella giornata del 16 febbraio 2026. L’episodio è avvenuto all’interno della casa circondariale di vocabolo Sabbione durante una violenta rissa tra detenuti stranieri. Il poliziotto ha riportato una ferita che ha richiesto il trasporto immediato al pronto soccorso dell’ospedale di Terni, dove i medici hanno applicato cinque punti di sutura.
La denuncia dell’accaduto è stata resa pubblica dall’Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria (Osapp), che si era già esposta sulla difficile situazione degli agenti, ha definito l’aggressione un gesto “vile” e ha espresso forte preoccupazione per le condizioni di sicurezza negli istituti penitenziari italiani.
La dinamica dell’aggressione
L’episodio si è verificato mentre l’agente tentava di sedare gli scontri tra i detenuti. Durante l’intervento per riportare l’ordine, il poliziotto penitenziario è stato colpito con un’arma da taglio alla mano, rimanendo ferito in modo significativo. La situazione nella struttura penitenziaria ternana è degenerata rapidamente, costringendo l’agente a ricevere cure mediche urgenti.
Dopo le prime medicazioni sul posto, il personale sanitario ha deciso per il trasferimento al nosocomio cittadino, dove è stato sottoposto a un intervento di sutura. Le sue condizioni, pur serie, non destano particolare preoccupazione e il collega è già stato dimesso.
La posizione del sindacato Osapp
Roberto Esposito, segretario regionale per l’Umbria dell’Osapp, ha espresso totale solidarietà al collega ferito e ha denunciato con forza l’ennesima aggressione ai danni del personale penitenziario. “Non possiamo più tollerare che chi serve lo Stato debba rischiare la vita ogni giorno tra le mura di un istituto penitenziario”, ha dichiarato il rappresentante sindacale.
Il sindacato ha evidenziato come la gestione dei detenuti sia diventata sempre più complessa e pericolosa, definendo il lavoro della polizia penitenziaria una “missione estrema”. Secondo l’Osapp, gli agenti rappresentano “l’ultimo baluardo di legalità” e meritano maggiori tutele, rispetto e sicurezza nell’espletamento delle loro funzioni.
L’organizzazione sindacale ha ribadito la propria presenza e il proprio impegno nel difendere i diritti e la sicurezza del personale penitenziario, affermando che “l’Osapp c’è e non indietreggia”.
L’episodio ha attirato l’attenzione delle istituzioni. L’onorevole Andrea Delmastro Delle Vedove ha personalmente contattato il poliziotto aggredito per accertarsi delle sue condizioni di salute e per manifestare vicinanza al personale della polizia penitenziaria. Il gesto del parlamentare sottolinea la rilevanza politica della questione sicurezza nelle carceri italiane.
Come riferito da Esposito, questo contatto diretto rappresenta un segnale importante di attenzione istituzionale verso le problematiche vissute quotidianamente dagli agenti penitenziari, spesso esposti a situazioni di rischio elevato senza adeguati strumenti di protezione.
Il problema della sicurezza negli istituti penitenziari
L’aggressione al carcere di Terni si inserisce in un quadro più ampio di crescente tensione all’interno degli istituti penitenziari italiani. Gli episodi di violenza ai danni del personale di custodia sono in aumento, alimentati da sovraffollamento, carenza di organico e difficoltà nella gestione di detenuti con comportamenti problematici.
La popolazione carceraria include sempre più frequentemente soggetti con precedenti penali gravi e atteggiamenti aggressivi, che rendono il lavoro degli agenti particolarmente rischioso. Le strutture penitenziarie faticano a garantire standard di sicurezza adeguati, sia per il personale che per gli stessi detenuti.
Le richieste del sindacato
L’Osapp ha sollecitato interventi urgenti per migliorare le condizioni di lavoro degli agenti penitenziari. Tra le richieste principali figurano l’aumento dell’organico, il potenziamento dei dispositivi di sicurezza, una formazione più specifica per la gestione delle situazioni critiche e un rafforzamento del quadro normativo a tutela del personale.
Il sindacato ha inoltre evidenziato la necessità di una maggiore attenzione politica e mediatica verso una categoria professionale che opera quotidianamente in condizioni difficili, spesso lontano dai riflettori, ma con un ruolo fondamentale per la sicurezza e il funzionamento del sistema giudiziario.
L’Osapp ha annunciato che continuerà a monitorare la situazione e a denunciare pubblicamente ogni episodio di violenza, chiedendo alle istituzioni risposte concrete e immediate. Il sindacato ha ribadito che la sicurezza degli agenti penitenziari non può essere più considerata un aspetto secondario, ma deve diventare una priorità assoluta delle politiche penitenziarie nazionali.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.