FEGE, tv e informazione con Giorgino, Rampini e Presta: “Non confondere l’essere connessi con le notizie” (VIDEO)

Terza giornata del FEGE all’insegna come sempre dei grandi nomi. L’evento organizzato da Pietro Muscari e Paginesì. Presenti il manager dei vip e i due giornalisti

Terza giornata del FEGE all’insegna come sempre dei grandi nomi. L’evento organizzato da Pietro Muscari e Paginesì  Mattinata come sempre con gli studenti. “La guerra della comunicazione nell’arte” è stato il tema dell’incontro che Cesare Berlingeri insieme a Piero Musicari hanno affrontato.

Alle 16 largo spazio – quasi due ore – col manager televisivo Lucio Presta che ha presentato il libro “L’uragano, sole, fulmini e saette”, in cui racconta fuori dai denti tanti retroscena di una vita al fianco dei grandi vip del piccolo schermo: “Il mio ruolo? Certo che è ancora necessario – sottolinea – è un ruolo che se fatto, se fatto con passione, se fatto con professionalità tica, se fatto con morale, è ancora un ruolo necessario, perché non è una questione di contratti, è una questione di costruire ruoli, di costruire squadre di lavoro. Io mi occupo di tutto, anche di quanti promo fare e come posizionarli”

Presta, che ha  ricevuto il premio Beha, ha ripercorso una serie di aneddoti della storia televisiva ed i rapporti con i big – su tutti Roberto Benigni, che proprio sotto la “cura” di Presta ha realizzato a Terni il film “La vita è bella”, oltrechè con la moglie Paola Perego. E non è mancato proprio un pensiero su Terni: “Qui ho fatto tante cose, comprese due edizioni di Music Farm”.

Anche con Francesco Giorgino, che ha anche lui ricevuto il premio Oliviero Beha si è parlato ovviamente tanto di televisione: dagli anni al Tg1, all’esperienza al Dopofestival 2002 fino alla attuale sfida in seconda serata “XXI Secolo”: “A quell’ora è molto importante la velocità – spiega – perchè altrimenti il pubblico ti abbandona. Però è una opportunità sfidante. Sono uscito dalla comfort zone del Tg1 ed ho avuto la possibilità di condurre e realizzare un programma tutto mio”. E ancora: “Il programma di seconda serata va attaccato ai titoli di coda della fiction, specialmente ora che il prime time si allarga. Bastano pochi secondi e lo spettatore scappa”.

Poi il monito ai giovani, presenti in massa nel suo programma: “Non confondete l’essere connessi con l’informazione. Perchè questo è il grande rischio di oggi”. Parole che ha ricordato anche ai nostri microfoni: “Viviamo in un ecosistema digitale, l’era dell’informazione senza giornalismo del giornalismo senza informazione, nel senso che queste due parole, informazione e giornalismo che un tempo mai avremmo immaginato potersi separare, si sono di fatto separate”.

Rampini in collegamento

In collegamento da Washington, Federico Rampini, firma del Corriere della Sera, si parla ancora di guerra. “A me fa impressione sentir pontificare sull’America, sulla Cina, sull’Iran, da parte chi non c’è mai stato, così come parlare di guerra da chi non è mai stato sul campo. Io vivo in America di 26 anni, ma sono stato anche a Pechino e ho sempre soggiornato nei posti di cui ho scritto. Il valore aggiunto che cerco di dare è questo”.

E sul mestiere dell’inviato speciale: “Non credo stia finendo, ma ci sono molte sfide. Prima di tutto l’informazione passata sui social, dove prevale il messaggio urlato e non l’approfondimento. Contano molto le risorse, soprattutto per i quotidiani. Vero che ci sono dei Paesi dove è difficile fare informazione oggi, ma non è un problema di adesso: i regimi totalitari sono sempre esistiti”. Con lui l’excursus è passato per i Paesi chiave dell’economia e della geopolitica: Stati Uniti, Cina e Iran, con Rampini che ha portato il suo punto di vista di persona che vive da vicino le vicende. A premiarlo, idealmente, Germana Beha, figlia di Oliviero Beha.

Talk finale alla presenza anche di Sauro Pellerucci: “La narrazione della vita di Lucio Presta è stata emozionante, così come gli altri racconti. Questo appuntamento cade nell’anniversario dei bombardamenti su Terni durante la seconda guerra mondiale e noi abbiamo parlato di guerra. Forse non è casuale. Ci sono state tante coincidenze, come per esempio il fatto che Lucio Presta conoscesse bene questa città. Tutto questo ha contribuito a costruire una rassegna ancora migliore”.

L’evento si può rivedere a questo link.

Redazione

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