Ferranti non ci sta e porta Forza Italia in Tribunale

Secca reazione dopo la sospensione per 15 mesi: "Con Bandecchi, anche alleanze"

Stefano Bandecchi? Orbita nel partito popolare europeo, con lui ci siamo alleati alle regionali in Umbria e alle elezioni comunali in molte città tra cui Genova, inoltre ha pubblicamente finanziato la campagna elettorale di un esponente ternano del partito alle ultime elezioni politiche del 2022 con ben 30 mila euro“. E’ la replica di Francesco Maria Ferranti dopo la decisione del Collegio nazionale dei Probiviri di Forza Italia di sospenderlo per 15 mesi dal movimento. L’esponente Azzurro, nonché vicepresidente della giunta provinciale presieduta proprio da Bandecchi, è pronto a fare ricorso e a rivolgersi al Tribunale anche per contestare alcune procedure messe in atto che a suo avviso non sarebbero state del tutto applicate correttamente. Ferranti contesta, dunque, la sua sospensione, che Forza Italia motiva dicendo che lo stesso Ferranti sarebbe in contrasto con la linea di opposizione di Forza Italia nei confronti di Bandecchi.

Criticità procedurali

Ferranti prende atto della sospensione avuta, ma dice di non condividere la decisione. Proprio perché Bandecchi, oltre a essere nel Ppe come Forza italia, è sato alleato alle Regionali e in altre tornate Comunali. “Pur nel rigoroso rispetto istituzionale del provvedimento – afferma – non posso nascondere il mio profondo rammarico per il mancato accoglimento di doglianze che ritengo pienamente legittime e fondate in diritto. Nel corso del procedimento ho evidenziato criticità procedurali dirimenti: dal mancato riconoscimento di un mio legittimo impedimento a presenziare all’audizione, alla compressione del diritto di replica, fino al mancato rispetto del limite di durata del procedimento disciplinare di 60 giorni stabilito dall’articolo 69 dello Statuto. Anche nel merito, ritengo di aver fornito in sede giudicante ampia e documentata prova della coerenza del mio operato politico, seppur tali argomentazioni non abbiano trovato il pieno accoglimento sperato. Per queste ragioni, ed essendo pienamente convinto della correttezza delle mie posizioni, annuncio che impugnerò la sanzione disciplinare dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria“. Ferranti depositerà il suo ricorso al Tribunale di Roma, entro il termine di sei mesi dalla notificazione del provvedimento. “Confido che in quella sede terza – dice – le mie istanze in fatto e in diritto possano essere finalmente riconosciute“.

Tra la gente

Poi aggiunge: “Tengo a sottolineare un principio per me fondamentale, cioè che la politica si fa tra la gente e per la comunità. Alla fine di ogni percorso, sono sempre i cittadini a dover giudicare in via definitiva l’operato di chi li rappresenta e le urne sapranno riconoscere chi ha sempre profuso impegno e costanza. Forte del lavoro svolto quotidianamente e della dedizione al territorio, su questo fronte, non temo alcun giudizio che non sia conforme alla realtà dei fatti“. C’è anche un riferimento, ma senza nomi, alla posizione espressa dal segretario provinciale di Forza Italia Stefano Fatale e da quello comunale Antonio de Angelis, che hanno parlato anche loro di contrasti con la linea locale. “Ritengo – dice Ferranti – che anziché preoccuparsi dell’ entità della sentenza, alcuni quadri del partito locale dovrebbero pensare ai risultati pessimi dell ‘ultimo referendum, dove il no è prevalso in tutte le sezioni del centro città, di norma roccaforti di Forza Italia, tutto ciò nonostante lo spendersi in prima persona di alcuni esponenti di recentemente ingaggiati“.

Redazione

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