Il Comune di Terni ha approvato la terza variante al primo stralcio dei lavori di ristrutturazione del teatro Verdi, con la firma del dirigente Piero Giorgini. Il provvedimento introduce un incremento complessivo di 542.856 euro rispetto alla seconda variante, autorizzata nell’estate del 2025, portando il valore dei lavori affidati alla ditta Krea dagli attuali 4,9 ai nuovi 5,4 milioni di euro. Il quadro economico complessivo, fissato a 8,1 milioni di euro, rimane invariato.
Le motivazioni della variante
Il documento approvato dall’ente indica come cause della variante una serie di evenienze emerse nel corso dell’esecuzione dei lavori: “Evenienze riscontrate in corso di esecuzione dei lavori a seguito delle operazioni di rilievo di facciate preesistenti e pavimentazioni, integrazione della sicurezza e gestione del cantiere con conseguente mantenimento del sistema di monitoraggio per la salvaguardia dell’abitato circostante e ulteriori modifiche ed approfondimenti per esigenze sopravvenute”.
Si tratta, in sostanza, di criticità tecniche e operative individuate durante il cantiere, che hanno richiesto interventi aggiuntivi non previsti nel contratto originario stipulato nel 2023.
I sei ambiti di intervento
La variante si articola attorno a sei aree tematiche specifiche: le facciate esterne dell’edificio, il sistema di monitoraggio strutturale, i collaudi, l’acustica, le manutenzioni e gli oneri per la sicurezza. Ognuno di questi ambiti ha richiesto approfondimenti tecnici e adeguamenti che hanno determinato l’incremento della spesa.
Nonostante l’aumento, il testo del provvedimento precisa che la variante “non comporta modifiche sostanziali al progetto originario e non altera la natura generale del contratto, ma è altresì funzionale per il completamento dell’opera e la sua piena utilizzazione, evitando lo spreco di risorse pubbliche”.
Proroga di 180 giorni sui tempi di consegna
Oltre all’aspetto economico, la terza variante introduce un differimento del termine utile per l’esecuzione di 180 giorni, calcolati a partire dall’ultimazione del secondo stralcio. Quest’ultimo è in sviluppo con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che impone scadenze particolarmente stringenti.
La proroga si rende necessaria per consentire la corretta sequenza delle lavorazioni tra i due stralci, evitando interferenze che potrebbero compromettere la qualità dell’intervento o l’utilizzo efficiente delle risorse disponibili.
L’andamento delle varianti precedenti
Il percorso delle varianti al primo stralcio del teatro Verdi di Terni ha seguito un andamento prima discendente e ora nuovamente ascendente. La prima variante, approvata nel 2024, aveva determinato una riduzione della spesa di 433.000 euro. La seconda variante, autorizzata nell’estate del 2025, aveva comportato un ulteriore calo di 810.000 euro, il più consistente tra le tre. Con la terza variante ora approvata, la tendenza si inverte e l’importo risale di oltre mezzo milione di euro.
Questo andamento riflette la complessità tipica degli interventi su edifici storici di pregio, dove le operazioni di rilievo e le verifiche stratigrafiche spesso portano alla luce condizioni preesistenti non rilevabili in sede di progettazione.
Il contesto dell’intervento
Il teatro Verdi è oggetto di un intervento di ristrutturazione suddiviso in più stralci funzionali. Il primo, quello interessato dalla variante, è stato affidato alla Krea e vale ora 5,4 milioni di euro all’interno di un quadro economico complessivo da 8,1 milioni. Il secondo stralcio, finanziato con risorse PNRR, prosegue parallelamente con tempistiche vincolate alle scadenze europee del piano.
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