Consiglio Comunale, le opposizioni escono dall’aula: niente numero legale

Bandecchi attacca le opposizioni dopo il voto fallito sulle commissioni d'inchiesta su Ternana, ospedale e Regione Umbria

Nuova bufera in  consiglio comunale. Lunedì 13 aprile 2026 le opposizioni di centrodestra e centrosinistra hanno abbandonato l’aula, facendo mancare il numero legale al momento della votazione sulle tre commissioni speciali d’inchiesta proposte dal sindaco Stefano Bandecchi. Il mancato voto ha innescato un botta e risposta politico che coinvolge ora anche il Consiglio regionale dell’Umbria

Le tre commissioni nel mirino

Le commissioni che non hanno potuto essere istituite riguardavano tre temi di particolare rilevanza per la città: la volontà della Regione Umbria di sottoscrivere l’accordo di programma per il nuovo ospedale Santa Maria; la situazione economico-finanziaria della Ternana Calcio, con specifico riferimento alla conoscenza della situazione da parte della famiglia Rizzo al momento dell’acquisizione del club; infine, un presunto incontro a Roma tra la presidente Proietti e la proprietà della Ternana, nel corso del quale un assessore regionale avrebbe dichiarato che la realizzazione dello stadio non sarebbe necessaria per procedere con la clinica privata, da costruire su un terreno del comune di Narni.

L’attacco di Bandecchi

Il sindaco ha definito «gravissimo» il comportamento delle opposizioni, accusandole di non voler fare luce su questioni cruciali per Terni. «Ora i cittadini possono giudicare se questi temi siano rilevanti o meno per le sorti della Ternana e di opere pubbliche e private fondamentali», ha dichiarato Bandecchi, annunciando l’intenzione di riconvocare il consiglio «prima possibile» per approvare le tre commissioni con la sola maggioranza. Il sindaco ha poi allargato il campo delle accuse, parlando di chi «difende solo il territorio di Perugia e gli interessi privati della proprietà della Ternana calcio».

La risposta del PD-M5S: «Si dimetta»

I gruppi consiliari PD-M5S hanno rovesciato completamente la narrativa del primo cittadino. Secondo i consiglieri, la mancata istituzione delle commissioni dimostrerebbe anzitutto che «Bandecchi non controlla più nemmeno la sua maggioranza» a Palazzo Spada. La posizione espressa è netta: «L’unica via d’uscita seria e sensata per il primo cittadino di Terni sono le dimissioni da sindaco». Le opposizioni hanno inoltre sottolineato come Bandecchi sia «il solo responsabile dell’eventuale fallimento della Ternana», accusandolo di strumentalizzare la passione dei tifosi ternani per coprire le proprie responsabilità politiche e imprenditoriali.

I capigruppo regionali: «Solidarietà a Proietti»

La polemica ha rapidamente travalicato i confini di Palazzo Spada. I capigruppo di maggioranza in Regione UmbriaCristian Betti (PD), Luca Simonetti (M5S) e Bianca Maria Tagliaferri (Umbria Domani) — insieme ai consiglieri regionali Maria Grazia Proietti e Francesco Filipponi, hanno espresso «solidarietà piena e convinta» alla presidente Stefania Proietti, rinnovando la richiesta di dimissioni per Bandecchi.

I consiglieri regionali hanno definito le dichiarazioni del sindaco «gravi e diffamanti», ritenendole finalizzate unicamente a «nascondere le proprie responsabilità politiche e amministrative». Particolarmente contestato il tono utilizzato da Bandecchi, che avrebbe dichiarato di essere «felice» e di guardare la situazione «mangiando popcorn», mentre la comunità ternana vive «una fase drammatica» legata all’incertezza sul futuro del club rossoverde. I consiglieri lo hanno paragonato a un «Nerone che suona la lira mentre la città brucia».

La nota regionale ha chiuso con una presa di posizione netta: «Siamo pronti a sostenere ogni scelta della presidente a tutela della dignità delle istituzioni regionali».

Redazione

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2 Commenti
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Commento da Facebook
4 mesi fa

Strano……
Anche x questi comportamenti vengono alla ribalta certe figure

Commento da Facebook
4 mesi fa

Non capisco perché il Sindaco ,che ha le prove , testimoni e dialogo dell’incontro della Presidente di Regione e la famiglia Rizzo ,non sporge denuncia alle autorità, ma chiede una commissione d’inchiesta .
Le prove sono bufale ?

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