Orvieto, blitz dei Noe: nel capannone in mezzo alle campagne 700 tonnellate di abiti usati

Operazione dei Carabinieri del N.O.E. di Perugia contro lo smaltimento illecito di rifiuti tessili in area agricola ad alto rischio ambientale

Nei giorni scorsi, i Carabinieri del N.O.E. di Perugia hanno sequestrato d’urgenza un capannone agricolo nelle campagne di Orvieto, dove erano state accumulate circa 700 tonnellate di rifiuti tessili, potenzialmente provenienti dai cassonetti stradali, senza alcun trattamento. Il sito, situato in una zona agricola vicina ad abitazioni e allevamenti, è stato ritenuto pericoloso per l’elevato rischio di incendio e per la compromissione ambientale. L’intervento è stato convalidato dalla Procura della Repubblica di Terni, mentre le indagini proseguono per individuare i responsabili dello smaltimento illecito.

L’operazione è nata nell’ambito di una serie di controlli mirati alla verifica di immobili utilizzati per l’abbandono illegale di rifiuti. Durante uno di questi servizi, i militari hanno individuato un edificio in condizioni strutturali precarie, caratterizzato da una copertura in amianto e da segni evidenti di incuria. All’interno del capannone erano presenti centinaia di balle di rifiuti tessili, ciascuna di circa un metro cubo, impilate fino a un’altezza di quattro metri e disposte senza alcun criterio organizzativo.

Le balle, avvolte in cellophane, risultavano in parte occultate con mezzi rudimentali, come una stuoia, probabilmente per impedirne la visibilità dall’esterno. Tuttavia, molte di esse apparivano danneggiate o esposte agli agenti atmosferici, con il contenuto fuoriuscito e disperso sul suolo. Questo materiale, a contatto diretto con polvere, umidità e agenti biologici, evidenziava condizioni igienico-sanitarie critiche.

All’interno delle confezioni sono stati rinvenuti sacchetti tipici della raccolta di abiti usati, contenenti una grande varietà di oggetti: capi di abbigliamento come guanti, sciarpe e cappelli, accessori di pelletteria come borse, scarpe e cinture, oltre a elementi estranei alla raccolta tessile, tra cui peluche e giocattoli. Tale eterogeneità ha permesso di ipotizzare l’assenza totale di selezione e sanificazione, passaggi fondamentali per il corretto recupero dei materiali.

La presenza di un quantitativo così elevato di rifiuti, altamente infiammabili e stoccati senza alcun sistema di sicurezza, ha determinato un grave rischio per la salute pubblica e per l’ambiente circostante. L’area, infatti, si trova a ridosso di terreni coltivati e allevamenti di ovini e bovini, con possibili ripercussioni sulla qualità del suolo, dell’aria e della filiera agroalimentare.

Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dal precedente storico dell’area, già colpita in passato da un incendio boschivo di vaste proporzioni che aveva interessato anche strutture agricole con coperture in eternit. Alla luce di tali circostanze, i Carabinieri hanno proceduto con il sequestro immediato del capannone, apponendo i sigilli e segnalando la situazione all’autorità giudiziaria.

La Procura della Repubblica di Terni ha richiesto la convalida del provvedimento, successivamente concessa dal GIP. Le indagini sono attualmente in corso e puntano a ricostruire la filiera dei rifiuti e a individuare i soggetti coinvolti. L’ipotesi di reato è quella di smaltimento illecito di rifiuti, aggravata dalle recenti modifiche normative introdotte dal decreto legge n. 116 dell’8 agosto 2025, noto come “Decreto Legge Terra dei Fuochi”.

Il provvedimento legislativo ha infatti previsto un inasprimento significativo delle pene, che in alcuni casi possono arrivare fino a cinque anni e sei mesi di reclusione

Redazione

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