Si è conclusa con un’assoluzione piena una lunga e complessa vicenda giudiziaria che ha coinvolto una commerciante di Poggio di Otricoli. La donna, oggi 78enne, era finita a processo per la presunta violazione degli obblighi di custodia legati a 279 biglietti “gratta e vinci” sottoposti a sequestro nel lontano 2006.
Il caso ha avuto origine quando, nel giugno del 2024, i carabinieri di una Compagnia del nord Italia hanno richiesto la restituzione dei tagliandi, che all’epoca del sequestro erano stati affidati alla tabaccaia in qualità di custode giudiziaria. Tuttavia, a distanza di quasi 18 anni, la donna non è stata in grado di riconsegnare il materiale richiesto.
I gratta e vinci scomparsi e l’incendio del 2018
Nel corso del tempo, dei 279 biglietti sequestrati si erano perse completamente le tracce. Un elemento rilevante nella ricostruzione dei fatti è stato l’incendio che nel 2018 aveva colpito l’attività commerciale, contribuendo a rendere ancora più difficile la conservazione e il recupero dei documenti e degli oggetti custoditi.
Il sequestro dei tagliandi era collegato a un’indagine della procura di Savona, totalmente estranea alla posizione della commerciante. Nonostante ciò, la responsabilità della custodia ricadeva formalmente su di lei, dando origine al procedimento penale.
L’accusa e il processo a Terni
La donna è stata quindi chiamata a rispondere del reato di “violazione colposa di doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro”, un’accusa che ha comportato per lei un iter giudiziario lungo e complesso.
Il processo si è svolto davanti al tribunale di Terni in composizione monocratica, presieduto dal giudice Ersilia Agnello. Dopo due anni dalla richiesta di restituzione dei gratta e vinci e quasi vent’anni dal sequestro, il caso è arrivato a una conclusione definitiva.
L’assoluzione con formula piena
Giovedì è arrivata la decisione del tribunale: assoluzione con formula piena per la commerciante, ponendo fine a una vicenda che aveva suscitato preoccupazione e tensione. La sentenza ha riconosciuto l’assenza di responsabilità penale da parte della donna, considerando le circostanze e il lungo arco temporale trascorso.
Determinante è stato anche il lavoro della difesa, rappresentata dall’avvocato Umberto Martella. Il legale ha evidenziato come la situazione fosse particolarmente complessa e, sotto diversi aspetti, difficile da sostenere per la sua assistita.
Le reazioni della difesa
Secondo quanto dichiarato dall’avvocato, l’intera vicenda presenta tratti paradossali, soprattutto alla luce del lungo tempo trascorso e delle difficoltà oggettive legate alla custodia del materiale. La commerciante, infatti, ha vissuto anni di forte apprensione per una situazione ritenuta sproporzionata rispetto ai fatti.
L’assoluzione rappresenta quindi un epilogo che chiude definitivamente il caso, ma lascia spazio a riflessioni più ampie sul funzionamento della burocrazia e sulle conseguenze che possono derivare da procedimenti così prolungati nel tempo.
Un caso che fa riflettere
La vicenda della tabaccaia di Poggio di Otricoli mette in evidenza le criticità legate alla gestione di beni sottoposti a sequestro e alla durata dei procedimenti giudiziari. Il lungo intervallo tra il sequestro, la richiesta di restituzione e il processo ha infatti contribuito a rendere la situazione particolarmente complessa.
Con la sentenza del tribunale di Terni, si chiude un capitolo durato quasi due decenni, restituendo serenità alla commerciante e offrendo uno spunto di riflessione sul rapporto tra cittadini e sistema giudiziario.
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