Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi è intervenuto con una dichiarazione ufficiale per respingere le critiche dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria e le prese di posizione di alcuni partiti politici, dopo quanto accaduto questa mattina durante la seduta del consiglio comunale. Secondo il primo cittadino, il suo intervento nell’aula non ha avuto carattere aggressivo né intimidatorio, ma si è trattato di una legittima ricostruzione di vicende politiche. La polemica coinvolge anche il comportamento tenuto da un giornalista presente in aula durante i lavori del consiglio.
Bandecchi ha negato con fermezza di aver aggredito verbalmente o minacciato chicchessia: «Non ho aggredito verbalmente né minacciato. Ho solo, come è legittimo da parte mia, ricostruito alcune vicende politiche all’insegna della verità». Il sindaco ha rivendicato il diritto di smentire ricostruzioni giornalistiche che, a suo dire, metterebbero in dubbio la lealtà dei propri collaboratori e dei consiglieri comunali di maggioranza.
Nessuna riserva, invece, è stata espressa nei confronti dell’ex vicesindaco e dei consiglieri di Alternativa Popolare, il cui sostegno alla maggioranza è stato esplicitamente riconosciuto come funzionale agli interessi della città. Bandecchi ha citato in particolare i temi della sanità, dei servizi pubblici e delle infrastrutture come dossier prioritari per l’amministrazione ternana.
Il caso del giornalista in aula
Al centro della disputa vi è anche il comportamento tenuto da un giornalista presente in consiglio comunale. Bandecchi ha sottolineato come, a suo avviso, il professionista si sarebbe messo «nell’aula consigliare, in pubblico, a commentare e a produrre un linguaggio del corpo irrispettoso verso il contesto e le istituzioni», anziché limitarsi al lavoro redazionale. Per il sindaco tale atteggiamento è incompatibile con il ruolo che la stampa dovrebbe svolgere nelle sedi istituzionali.
Libertà di stampa e professionalità
Pur dichiarandosi «liberale convinto» e sostenitore della libertà di stampa, Bandecchi ha articolato una serie di richieste precise al mondo dell’informazione locale. Ha ricordato di aver sempre garantito piena disponibilità nei confronti dei giornalisti, anche su argomenti delicati, e di aver investito nel settore editoriale attraverso il finanziamento di numerose testate.
Le richieste avanzate sono quattro: maggiore professionalità, ricostruzioni politiche aderenti alla realtà, comportamenti corretti e rispettosi nelle sedi istituzionali, e presenza in consiglio comunale finalizzata esclusivamente al lavoro giornalistico.
La frecciata all’Ordine dei giornalisti
Bandecchi ha chiuso la dichiarazione con un affondo diretto all’Ordine dei giornalisti, istituzione con sede a Perugia, rivendicando la propria scelta di restituire il tesserino: «Se l’ordine dei giornalisti fosse un club da frequentare non avrei restituito il tesserino». Una posizione che il sindaco collega a una visione più ampia sull’autonomia di Terni, città che — secondo le sue parole — «non vuole essere subalterna né alla Regione né tantomeno a qualunque ordine professionale con sede a Perugia».
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