Una conferenza stampa convocata per fare il punto sul Documento unico di programmazione (Dup), punto all’ordine del giorno del Consiglio comunale di Terni in programma lunedì 27 luglio, ha visto i consiglieri Leonardo Patalocco e Pierluigi Spinelli, insieme al segretario comunale Leopoldo Di Girolamo, esprimere un giudizio negativo sul documento presentato dall’amministrazione comunale.
Secondo il gruppo consiliare del Partito Democratico, il Dup dovrebbe essere lo strumento in cui la politica indica con chiarezza priorità, risorse, tempi e risultati attesi. Nella nota diffusa dal gruppo si sottolinea invece una distanza evidente tra la forza degli annunci e la concretezza della programmazione messa in campo dalla Giunta Bandecchi.
A metà mandato, spiegano i consiglieri, l’amministrazione continuerebbe a descrivere ciò che intende fare più che rendicontare in modo trasparente quanto realizzato finora. Lo stesso documento, si legge nella nota, ammetterebbe l’esistenza di numerosi obiettivi strategici ancora da concludere, al punto da proporre la creazione di una nuova struttura amministrativa di scopo per accelerarne l’attuazione.
Per il Pd non basta però cambiare i nomi o inventare nuove formule comunicative come “città magnete”, “generazione futuro” o “rete della crescita”: per ogni obiettivo servirebbero risorse certe, tempi, responsabili e indicatori verificabili da parte del Consiglio comunale e dei cittadini.
Un altro nodo sollevato riguarda il quadro degli investimenti, definito “fortemente squilibrato”: si passerebbe dai 18,6 milioni previsti per il 2027 ad appena 4,36 milioni nel 2028 e nel 2029. Quasi la metà degli investimenti del primo anno sarebbe concentrata sulla mobilità, mentre risulterebbero più limitate le risorse destinate a cultura, politiche sociali, istruzione e sviluppo economico, settori che invece occuperebbero un posto centrale nella narrazione dell’amministrazione.
Il documento inoltre non chiarirebbe la sorte di un numero consistente di opere finanziate negli anni precedenti e non ancora concluse. Prima di annunciare nuove trasformazioni, sostiene il Pd, la Giunta dovrebbe spiegare quando saranno terminati gli interventi già avviati, quali difficoltà siano emerse e quale sia lo stato reale dei cantieri.
Il gruppo consiliare chiede dunque una programmazione più seria, leggibile e verificabile: una rendicontazione puntuale del programma di mandato, un cronoprogramma delle opere, un’indicazione chiara delle coperture finanziarie, maggiore attenzione a welfare, scuola, casa, cultura e lavoro, oltre a una fiscalità locale più progressiva. In assenza di questi elementi, avverte la nota, il Dup rischia di restare “un grande contenitore di promesse”, incapace di dare a Terni le risposte concrete di cui la città avrebbe bisogno.
Durante la conferenza stampa, il segretario Di Girolamo ha inoltre evidenziato il peso del sistema industriale ternano, che rappresenterebbe circa l’80% del Pil del territorio, sottolineando gli investimenti effettuati dall’attuale proprietà Arvedi. Il turismo, ha aggiunto, può rappresentare un elemento complementare, ma le criticità sarebbero evidenti a Cesi, Piediluco e alla Cascata delle Marmore, dove “non funzionano nemmeno i bagni”. Di Girolamo ha citato anche la vicenda del mutuo per le asfaltature e la questione dei nidi, su cui il gruppo si dichiara “fortemente contrari”, definendo il Dup “la fotocopia di quelli degli anni passati”.
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