Le luci, i colori, la musica, l’allegria. Ma soprattutto, la tradizione. Il Cantamaggio è tornato così a rinnovare la tradizione di ogni 30 aprile a Terni, con la sfilata per le vie del centro cittadino dei carri allegorici. Cinque in concorso, due fuori concorso. Allegorie fedeli come sempre ai temi della manifestazione, cioè la primavera, la natura, la storia della città di Terni e gli elementi che contraddistinguono il territorio. Allegorie rappresentate in maniera differente dai cinque gruppi in gara, in una sfilata integrata dalla banda Tullio Langeli di Cesi, dalle majorettes di Configni e di Casperia, da un corteo storico di figuranti i costumi ternani del 1600 e banda della Stritt Band dell’Itis di Terni. Un Cantamaggio nel quale la tradizione si fonde con l’innovazione, grazie anche in questa edizione alla presenaza di tanti giovani.
Le cinque allegorie in gara
Terni e il suo territorio al centro delle allegorie di due carri in particolare. Quello di Polymer-Pallotta-Sabbione, intitolato Linfa d’acciaio, racconta in pochi metri la storia della città, passata dal tessuto contadino a quello industriale, un carro sul quale elementi della natura convivono con un uomo d’acciaio che ne rappresenta la nuova vocazione legata all’industria. Poi quello dei Maggiaioli di Papigno, cioè Cavalcando le onde del Nera, nel quale una serie di linee curve intrecciate, con elementi che richiamo quasi a qualcosa di futuristico, rappresentano lo scorrere del fiume di Terni, che alimenta la vita della città. Un carro sul quale non poteva mancare la presenza de Lu Pizzicarolu, commerciante che sta spopolando sui social grazie ai suoi particolari video che ottengono ogni giorno che passa sempre più followers. Il tema della natura domina Metamorfosi d’amore, carro de Lu Riacciu, nel quale si vede madre natura che tiene in mano il mondo e protegge la vita, facendola sbocciare e moltiplicare grazie al’amore. Fino ai temi ispirati al desiderio di tornare a un maggiore contatto con la natura. Il carro Un mondo da salvare, del gruppo Aics Terni-Il Salice, rappresenta Noè con la sua arca, che porta in salvo i valori e i sentimenti. Riferimenti alla tecnologia sul carro dei Giovani Maggiaioli Arronesi, chiamato Liberi di volare, sul quale Pegaso vola alto di fronte a un uomo (forse Galileo Galilei?) che con il cannocchiale guarda lontano a cercare proprio nuovi orizzonti, seduto su una pila di libri che richiamano alla sapienza e la cultura che ritrovano il sopravvento sulla tecnologia e sull’intelligenza artificiale.
Attesa per il vincitore
I carri, nella serata del 30 aprile, si sono esibiti di fronte al palco centrale di piazza Europa, alla presenza anche delle autorità cittadine e di sindaci di altri comuni della provincia. Quindici minuti ciascuno per le loro esibizioni e per presentare ed eseguire le canzoni maggiaiole abbinate a ciascuna delle allegorie. Ma oltre ai carri in concorso, hanno destato interesse anche i due fuori concorso, il solito carro gastronomico de Lu Riacciu che distribuiva penne all’arrabbiata a tutti e un innovativo carro ispirato alla musica, una sorta di discoteca ambulante, con tanto di dj, che ha proposto musiche dance degli anni Settanta e Ottanta, grazie al gruppo Ponga che lo ha allestito. Nella serata del primo maggio, sempre in piazza della Repubblica, si decreta il carro vincitore dell’edizione 2026 del Cantamaggio.
Per rivedere le foto di tutti i carri, fare click qui per la fotogellery
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