C’è una sua fotografia che, a suo tempo, fece il giro del mondo. Non c’erano ancora i social media, ma tutti i giornali e i periodici pubblicarono quell’immagine, nella quale si vedeva un giovane militare con in braccio un bambino africano. Colpiva particolarmente lo sguardo amorevole e tenero che gli riservava. Quel giovane militare, paracadutista, sergente maggiore incursore del Col Moschin, era Marco Di Sarra, un ternano in missione di pace in Ruanda. Lo colse, però, una grave malattia infettiva e perse la vita a soli 31 anni.
Il valore
La sua Terni, città nella quale riposano le sue spoglie mortali, lo ricorda e lo commemora a quasi 32 anni dalla sua morte. Si è svolta nel cimitero di Rocca San Zenone, dove si trova la tomba del giovane, la cerimonia commemorativa. Alla ricorrenza, ch avviene ogni anno, ha preso parte anche il Capo di gabinetto della Provincia di Terni, Raffaello Federighi, sia in veste istituzionale che come appartenente alle forze armate e già paracadutista militare. Federighi ha sottolineato il valore militare e umano di Marco Di Sarra e si è detto particolarmente vicino alla sua figura e a ciò che per Terni rappresenta. Organizzata dalla locale sezione dell’Associazione nazionale paracadutisti d’Italia, la cerimonia ha ricordato il militare ternano, che a Rocca San Zenone aveva trascorso la sua infanzia e nella quale vivono i suoi familiari, i suoi parenti e i suoi amici.
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