Melasecche attacca la maggioranza regionale: “Il Patto per le poltrone taglia posti al nuovo ospedale di Terni”

Il consigliere della Lega: "Da 600 posti a 450? Decisione ingiustificata"

Dopo il danno dei ritardi e dei tempi non ancora certi, anche la beffa di meno posti letto. Per il nuovo ospedale di Terni, quello che dovrà essere realizzato non si sa ancora dove e non si sa ancora quando, ora arriva anche la possibile diminuzione dei posti letto stessi, che scenderebbero da 600 a 450. Dai banchi dell’opposizione del Consiglio regionale, tuona il consigliere della Lega Enrico Melasecche, che se la prende con la maggioranza e in particolare con il Partito democratico. “La maggioranza del Campo largo e Patto per le poltrone – dice ironicamente l’esponente di minoranza – ogni mese che passa è in maggiore difficoltà, mano a mano che esce di soppiatto qualche dettaglio dalla bozza fantasma del nuovo Piano sanitario regionale“.

Il piano tenuto nascosto

L’ultima novità riguarda la scelta del Pd di diminuire i 600 posti, facendoli calare fino a 450. “Decisione ingiustificata – dice Melasecche – poiché i due ospedali di Narni e Amelia hanno 101 posti letto a fronte dei 140 del nuovo ospedale a Cammartana, di cui 75 per la riabilitazione, che oggi di fatto manca“. Gioca e ironizza anche con la traduzione letterale di Next generation hospital, che è la definizione data dai Dem, al nuovo ospedale di Terni: “Il Pd denomina così un progetto inesistente senza rendersi conto che si presta alla traduzione di ‘ospedale per la prossima generazione’, cioè una gaffe da prima pagina, perché ipotizzarne la realizzazione nel 2050 rappresenta un autogol clamoroso“. Torna a parlare anche della questione della Usl unica con sede a Foligno, parlando di situazione di difficoltà della presidente Stefania Proietti, della sua giunta e di tutta la sua maggioranza, alle richieste di chiarimento dell’opposizione. “Risulta bambinesco – dice – il tentativo di nascondere la bozza del Piano sanitario regionale a fronte di una volontà, conclamata da tutta una serie di comportamenti neanche molto maturi, finalizzati a togliere a Perugia e Terni la propria Usl di riferimento geografico“.

Redazione

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