La città di Terni si prepara a scendere in piazza giovedì 11 giugno per una manifestazione organizzata in risposta alla proposta di creare un’unica Azienda Sanitaria Regionale in Umbria. L’iniziativa nasce dalla preoccupazione dei cittadini, delle associazioni e delle realtà locali per le possibili conseguenze sul territorio, soprattutto in termini di rappresentanza e peso decisionale nei processi sanitari.
Secondo il Comitato Difesa Ospedale di Terni, il problema principale non è solo il numero delle aziende sanitarie, ma l’assenza di un dibattito chiaro e partecipato sul futuro dei servizi sanitari locali, sulle ricadute per i cittadini e sulla loro salute. Le domande sul destino dell’Azienda Ospedaliera di Terni, sulle possibili fusioni con Narni e Amelia, sulla trasformazione in struttura universitaria e sull’ubicazione di eventuali nuovi ospedali restano senza risposta. La mancanza di pianificazione rischia di compromettere la qualità dei servizi e la sicurezza dei pazienti, soprattutto quelli cronici.
Anche Michele Rossi di Terni Civica sottolinea che l’accorpamento potrebbe ridurre il ruolo della città nelle decisioni strategiche della sanità regionale. La preoccupazione non riguarda tanto l’erogazione diretta dei servizi, quanto il pericolo di marginalizzazione del territorio ternano: spostare la sede direzionale altrove significa trasferire anche funzioni strategiche, investimenti e potere decisionale.
Il Comitato evidenzia inoltre criticità sui servizi territoriali: dalla gestione dei distretti alla programmazione della Medicina di Iniziativa, dall’integrazione degli ospedali di base con le nuove strutture di comunità alla definizione della funzione di riabilitazione tra Domus Gratiae, Ospedale di Narni e Ospedale di Terni. Senza risorse certe e un progetto condiviso, il rischio è un indebolimento strutturale e operativo della sanità locale.
La manifestazione, concepita come fiaccolata, vuole stimolare una partecipazione attiva dei cittadini, promuovendo un confronto diretto con le forze politiche, sociali e associative. L’obiettivo è riaffermare che le decisioni sulla sanità devono essere prese con il coinvolgimento reale dei territori, rispettando l’equilibrio regionale e garantendo pari dignità a tutte le comunità.
Terni, già penalizzata in passato da trasferimenti e ridimensionamenti di funzioni istituzionali, punta a difendere la propria centralità. La fiaccolata si propone come simbolo di attenzione, ascolto e partecipazione civica: le fiaccole rappresenteranno una richiesta di rispetto e riconoscimento del ruolo della città nella gestione futura della sanità umbra.
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Avete votato il centro sx adesso ve li cibate
850 mila umbri una USL e una azienda. USl Terni Azienda Perugia. 850milq cittadini sono un quartiere di Roma…….
L’ho cercato dappertutto, giuro, e non ho mai trovato un articolo che riportasse le parole di un solo membro della giunta regionale che dichiarava questo intento.
Che fine 🫣🫣🫣🫣🫣
Due Province due Usl e basta non se ne discute
Ma lasciate perdere