L’orgoglio ternano non ha colore politico: basta sottrarre funzioni e servizi a un territorio già penalizzato

Accogliamo con favore l’iniziativa denominata ‘“Orgoglio Ternano” sulla prospettata concentrazione della sede unica regionale dell’ASL a Foligno.

Apprezziamo il metodo di organizzazione che va oltre le appartenenze politiche e che riguarda l’intera comunità ternana, le sue istituzioni, il mondo economico, sociale e civile. Per questo riteniamo positivo che si apra una discussione pubblica su un tema tanto rilevante per il futuro del nostro territorio.

Da troppo tempo Terni assiste a un progressivo indebolimento del proprio ruolo all’interno dell’assetto regionale, attraverso la perdita di funzioni, uffici, competenze e centri decisionali. Ogni singolo arretramento viene spesso presentato come una razionalizzazione, ma l’effetto complessivo è quello di una continua sottrazione di opportunità, investimenti e capacità di incidere sulle scelte che riguardano i cittadini.

L’ipotesi che la sede unica regionale dell’ASL possa essere collocata a Foligno rappresenta, in questo quadro, un ulteriore elemento di preoccupazione. Non solo perché Terni perderebbe un presidio amministrativo e decisionale strategico, ma anche perché tale scelta rischierebbe di accentuare uno squilibrio territoriale che negli anni è diventato sempre più evidente.

È importante ricordare che Terni vive una condizione particolare rispetto ad altri territori umbri. Da oltre un secolo sostiene il peso ambientale, sanitario e sociale di una forte presenza industriale che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dell’intera regione. I cittadini ternani hanno pagato e continuano a pagare un prezzo elevato in termini di qualità ambientale e salute pubblica. Proprio per questo sarebbe incomprensibile chiedere oggi ulteriori sacrifici a una comunità che ha già dato molto.

La questione assume inoltre un significato ancora più delicato in una fase storica in cui il sistema sanitario attraversa difficoltà evidenti e l’accessibilità ai servizi rappresenta una delle principali preoccupazioni dei cittadini. In questo contesto, ogni scelta organizzativa dovrebbe essere guidata da criteri di equilibrio territoriale, prossimità e attenzione alle aree più esposte alle fragilità sociali e sanitarie.

Foligno può certamente svolgere un ruolo importante nel sistema regionale, ma appare naturale che il suo rapporto funzionale sia principalmente con l’area centrale dell’Umbria. Terni, per posizione geografica, storia, dimensione demografica e funzione economica, non può continuare a vedere ridimensionata la propria presenza nelle istituzioni regionali senza che ciò produca conseguenze sul proprio sviluppo.

Per queste ragioni auspichiamo che tutte le forze politiche, le istituzioni, le associazioni di categoria, il mondo sindacale, professionale e il vasto tessuto del volontariato e della società civile sappiano fare fronte comune su questa vicenda.

La difesa del diritto dei ternani a mantenere funzioni strategiche sul proprio territorio non è una battaglia di parte. È una questione di equità, di dignità istituzionale e di rispetto verso una comunità che non può essere chiamata ancora una volta a rinunciare a ciò che le spetta.

Terni ha già dato.

 

Sauro Pellerucci

Presidente dell’Associazione “PalaSì! – Culture & Eventi”

Redazione

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3 mesi fa

Si comincia a muovere qualcosa anche nella classe dirigente, piano. Ulteriore step: cominciare a organizzarci per uscire da questa porcata di regione che ha penalizzato Terni. Continua a farlo e non dà niente in cambio.

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