Francesco Benedetti, 45 anni, di Terni, è tra i cinque arrestati nell’ambito di un’inchiesta su un gruppo di militanti anarchici accusati di associazione per delinquere con finalità eversive. L’operazione, coordinata dalla Procura di Roma con la supervisione della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e condotta dalla Digos, ha portato al fermo di sette persone in totale — cinque in carcere e due ai domiciliari. L’obiettivo del gruppo era rilanciare la campagna in favore di Alfredo Cospito, detenuto al 41-bis, colpire obiettivi simbolici e organizzare sabotaggi.
Benedetti è stato rintracciato nel Torinese mentre agenti perquisivano la sua abitazione alla periferia di Terni, trovata vuota. Il 45enne è ritenuto vicino agli ambienti anarchici e pro-Palestina. Nelle intercettazioni, parla apertamente di colpire infrastrutture e aziende legate alla difesa, citando esplicitamente Leonardo come bersaglio simbolico. Consiglia ai suoi interlocutori circospezione, ma spinge verso azioni dirette — anche di portata limitata — piuttosto che fermarsi agli slogan. In una conversazione con la compagna, non indagata, ipotizza di prendere di mira singoli fast-food e altri obiettivi non meglio precisati.
L’inchiesta ricostruisce una rete organizzata attraverso riunioni clandestine alle porte di Roma. I due promotori del gruppo avrebbero già messo in atto almeno un sabotaggio alle infrastrutture dell’alta velocità ferroviaria.
Il timore degli investigatori è che il gruppo potesse prepararsi a compiere azioni dimostrative simili a quella che nel marzo scorso è costata la vita ad Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone — anche lei originaria dell’Umbria — morti nell’esplosione di un ordigno che stavano assemblando.
Tra gli elementi chiave dell’indagine figura l’attenzione rivolta all’azienda TS2 di Orvieto, il cui ingresso fu preso a picconate. L’azienda era oggetto di un dossier pubblicato sul sito “ispira-azione”, piattaforma digitale utilizzata per rivendicare i sabotaggi lungo la rete ferroviaria nazionale.
L’obiettivo dichiarato del gruppo era mantenere viva la mobilitazione attorno alla figura di Alfredo Cospito, l’anarchico attualmente detenuto in regime di carcere duro 41-bis, attorno al quale si è costruita negli ultimi anni una campagna di pressione che ha attraversato diverse sigle dell’area antagonista italiana.
Il comunicato di integrazione
A seguito dell’articolo, pubblichiamo questa integrazione a firma del Centro Sociale Germinal Cimarelli di Terni
“In relazione all’articolo pubblicato il 17 giugno 2026 dal titolo ‘Terrorismo anarchico, in manette un ternano. Cimarelli ‘base’ per riunioni segrete’ precisiamo che ilc entro non vi è alcun elemento investigativo o giudiziario che colleghi il Centro Sociale Germinal Cimarelli di Terni a riunioni segrete o ad attività eversive. Le affermazioni contenute nell’articolo sono prive di riscontro oggettivo e non corrispondono al vero. Il Centro Sociale Cimarelli è uno spazio autogestito aperto, solidale e trasparente, dedito esclusivamente ad attività sociali, politiche, solidali e culturali, e nulla ha a che vedere con la prospettazione dei fatti di cronaca riportati da Terni Tomorrow il 17/06. L’associazione del nome del centro sociale – intitolato alla memoria di Germinal Cimarelli, figura storica della lotta antifascista ternana – ad una campagna giudiziaria e mediatica su presunti quanto da dimostrarsi fatti di terrorismo e sabotaggio costituisce un gravissimo vulnus alla immagine e alla attività del centro sociale, esponendo lo spazio a ripercussioni sociali e istituzionali ingiuste.
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